Provvedimento regionale per fronteggiare la carenza idrica
La Regione Marche ha emanato un provvedimento che vieta i prelievi idrici dai corsi d'acqua superficiali nella provincia di Pesaro e Urbino. La misura entrerà in vigore il 5 agosto e resterà operativa fino al 30 settembre 2026, con l'obiettivo dichiarato di assicurare l'approvvigionamento di acqua potabile alla popolazione e di preservare gli ecosistemi fluviali, messi a dura prova dalla persistente siccità.
La decisione è motivata dalla combinazione di settimane con temperature elevate e dalla mancanza di precipitazioni significative, che hanno determinato un calo delle portate di fiumi e fossi, portando la risorsa idrica a livelli critici.
"La priorità è garantire acqua potabile ai cittadini e preservare i corsi d'acqua"
La Regione sottolinea che si tratta di una misura straordinaria, che sarà soggetta a monitoraggio e potrà essere aggiornata in base all'evoluzione delle condizioni meteorologiche. Per situazioni particolari, e solo quando non esistono altre fonti di approvvigionamento, potranno essere concesse deroghe dal Settore Genio Civile Marche Nord - Ufficio di Pesaro.
Che cosa prevede il divieto e le eccezioni
Il divieto riguarda in via generale tutti i prelievi dalle acque superficiali e anche i prelievi da pozzi posti in prossimità dei corsi d'acqua quando questi possono influire sul livello dei fiumi. Restano tuttavia consentite alcune eccezioni specifiche:
- prelievi destinati all'acqua potabile dei cittadini;
- prelievi per l'abbeveraggio del bestiame;
- attività di impianti idroelettrici nei casi in cui l'acqua venga restituita nello stesso punto di prelievo.
La Regione avverte che chi non rispetterà il divieto sarà soggetto a sanzioni amministrative. Nel provvedimento è indicata una fascia di sanzioni pecuniarie per le violazioni più gravi.
Possibili conseguenze sul territorio e consigli pratici
Per la comunità locale il divieto può avere effetti pratici su diverse attività che normalmente sfruttano acque superficiali: piccoli agricoltori, operatori di pesca sportiva, gestori di impianti e attività che attingono da torrenti e fossi. La misura mira a prioritizzare l'uso potabile e a evitare che prelievi non essenziali aggravino il calo delle portate.
Alcuni consigli utili per i cittadini e le attività locali:
- verificare la provenienza dell'acqua impiegata nelle attività produttive e valutare alternative dove possibile (serbatoi, acqua autorizzata);
- contattare il Settore Genio Civile Marche Nord - Ufficio di Pesaro se si ritiene di avere motivi per richiedere una deroga documentata;
- adottare comportamenti di risparmio idrico domestico (riduzione degli sprechi, uso consapevole degli elettrodomestici, riparazione perdite) per alleggerire la pressione sulla rete idrica.
Monitoraggio e possibili aggiornamenti
La Regione precisa che, qualora le condizioni meteorologiche migliorassero con un aumento delle portate, il provvedimento potrà essere modificato o revocato. Nel frattempo gli enti locali e le strutture preposte effettueranno monitoraggi delle portate e della qualità delle risorse idriche.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Entrata in vigore | 5 agosto 2026 |
| Durata prevista | fino al 30 settembre 2026 |
| Area interessata | Provincia di Pesaro e Urbino |
| Eccezioni | Acqua potabile, abbeveraggio bestiame, casi particolari idroelettrici |
Per ulteriori chiarimenti e per le eventuali richieste di deroga è possibile rivolgersi agli uffici regionali competenti e al Settore Genio Civile Marche Nord con sede a Pesaro. Le autorità richiamano alla collaborazione e al senso di responsabilità della popolazione: l'acqua è una risorsa comune e la sua gestione richiede misure immediate e coordinate.