Pesaro — Un calcolo dei mancati incentivi collegati alla conformità degli impianti di depurazione nella provincia porta a una cifra che, secondo il comitato territoriale di Futuro Nazionale, si aggirerebbe intorno ai 4 milioni di euro. L'accusa è rivolta alla gestione affidata a Marche Multiservizi (MMS) e alla governance pubblica che, attraverso i soci, detiene responsabilità d'indirizzo.
Le motivazioni dell'accusa
Il rilievo parte dalla situazione di infrazione comunitaria che aveva riguardato quattro agglomerati del territorio: Orciano, Montecchio, Gallo-Cappone e San Costanzo. Secondo gli esponenti locali di Futuro Nazionale, la mancata rispondenza a determinati requisiti tecnici previsti dalla delibera Arera 2026 avrebbe escluso il gestore dall'accesso al meccanismo incentivante previsto dal metodo tariffario idrico.
"Abbiamo perso degli incentivi perché i territori di Orciano, Montecchio, San Costanzo e Cappone-Gallo non rispettano i parametri di adeguatezza del sistema fognario (M4), smaltimento dei fanghi in discarica (M5) e qualità dell’acqua depurata (M6)"
La dichiarazione fa riferimento a requisiti tecnici distinti, numerati nella normativa come M0–M6: non tutti sarebbero soddisfatti in ciascuno degli agglomerati citati. Il comitato aggiunge che la stima della perdita equivale, in termini prospettici, all'aumento applicato alle tariffe idriche dei cittadini nel 2024.
Investimenti fatti e responsabilità
Il dossier ricorda inoltre che, a partire dal 2009, MMS ha effettuato interventi per l'adeguamento delle infrastrutture pari a 100 milioni di euro. Tuttavia, secondo Futuro Nazionale, la presenza di carenze tecniche in specifiche aree avrebbe negato l'accesso agli incentivi che, pur essendo destinati al gestore, potrebbero comunque essere impiegati per ulteriori miglioramenti del servizio.
- Agregati citati: Orciano, Montecchio, Gallo-Cappone, San Costanzo
- Parametri evidenziati: M4 (sistema fognario), M5 (smaltimento fanghi), M6 (qualità acqua depurata)
- Investimenti MMS dal 2009: circa 100 milioni di euro
Chi decide e chi gestisce
Nel modello locale di governo del servizio idrico integrato è l'Aato a definire i piani d'ambito e ad affidare la gestione. L'operatività è nelle mani di Marche Multiservizi, mentre il Comune di Pesaro, come socio pubblico di maggioranza in MMC, detiene responsabilità sulla governance. In questo quadro, le accuse sollevate da Futuro Nazionale chiedono chiarimenti su decisioni e responsabilità politiche rispetto ai mancati incentivi.
| Voce | Valore indicato |
|---|---|
| Investimenti MMS (dal 2009) | 100 milioni di euro |
| Mancati incentivi stimati | circa 4 milioni di euro |
La questione è rilevante per più ragioni: l'eventuale perdita di fondi diminuisce le risorse disponibili per interventi correttivi, mentre l'aumento delle tariffe grava direttamente sulle famiglie. Inoltre, il legame tra conformità normativa e accesso a incentivi pone l'accento sulla necessità di monitoraggi puntuali e su una chiara rendicontazione delle misure adottate dal gestore e dagli enti locali.
Prossimi passi e ricadute per i cittadini
Al momento non risultano prese di posizione pubbliche recenti né da Marche Multiservizi né dal Comune di Pesaro in risposta alle stime avanzate dal comitato di Futuro Nazionale. Per i residenti delle aree segnalate, le questioni da seguire sono concrete e immediate:
- se e come verranno recuperate risorse per adeguare gli impianti;
- la possibile relazione tra mancati incentivi e l'andamento delle tariffe;
- le tempistiche per la piena conformità degli agglomerati indicati.
Vista l'importanza del servizio idrico per la salute pubblica e per l'ambiente, la vicenda richiederà aggiornamenti ufficiali dagli enti competenti e documentazione che chiarisca calcoli, criteri applicati e responsabilità nelle scelte gestionali e negli investimenti effettuati.
Segue la richiesta di chiarimenti agli organismi competenti: il Comune di Pesaro, Marche Multiservizi e l'Aato dovranno fornire dati e cronologia degli interventi e delle valutazioni tecniche che hanno portato alle dichiarazioni di conformità e, nel contempo, spiegare eventuali motivi del mancato riconoscimento degli incentivi.