Un progetto per valorizzare la valle del Metauro
Il Comitato Ciclovia del Metauro torna a sollecitare istituzioni e comunità locali sull'opportunità di recuperare il tracciato dell'ex ferrovia per creare una ciclovia turistica capace di collegare la costa e l'entroterra. L'idea è di sfruttare il sedime ferroviario abbandonato per attrarre flussi di cicloturisti, sostenere le economie locali e valorizzare borghi, produzioni tipiche e attrattori culturali lungo la valle.
Nel presentare il modello di riferimento, il comitato cita l'esempio ligure:
“In Liguria, la Provincia di Imperia sta realizzando un anello cicloturistico che comprende la Ciclovia dei fiori, nata sul tracciato della ferrovia costiera spostata più a monte, e strade secondarie verso l’entroterra, in modo da valorizzare arte, cultura ed enogastronomia di borghi ancora poco toccati dai grandi flussi concentrati lungo il mare.”
Secondo il comitato, il territorio del Metauro ha caratteristiche analoghe che potrebbero attrarre visitatori e investimenti, a condizione che vengano messe in campo infrastrutture sicure e progetti coordinati.
Il quadro nazionale e le ricadute locali
Il documento citato dal comitato ricorda anche alcuni dati nazionali sul cicloturismo: nel 2025 l'Italia è stata indicata come meta molto richiesta dai cicloturisti, con circa 49 milioni di presenze e un impatto economico diretto stimato in 6,4 miliardi di euro. I cicloturisti rappresentano circa il 9% dei turisti totali e mostrano una propensione alla spesa elevata. Queste cifre vengono richiamate per sottolineare il potenziale economico che un'infrastruttura dedicata potrebbe generare anche nella nostra provincia.
Critiche e ostacoli già emersi
Non mancano però le criticità. Un recente studio regionale, finanziato con 350mila euro, ha concluso che il riutilizzo del sedime della ferrovia Fano-Urbino non è fattibile in alcuni tratti, valutazione che il comitato giudica limitativa. Secondo i promotori, lo studio avrebbe confermato questioni già note senza aprire soluzioni praticabili per trasformare il percorso in un corridoio ciclabile integrato e sicuro.
Quali azioni propone il comitato
Per mettere in campo un progetto efficace, il comitato indica alcuni punti chiave da valutare e promuovere:
- mappatura e analisi puntuale del sedime ferroviario con studi tecnici aggiornati;
- progettazione di percorsi sicuri, separati dalla viabilità ordinaria dove necessario;
- coinvolgimento di Comuni, Regione e operatori turistici per un piano integrato di promozione;
- misure per la fruizione sostenibile: punti di accoglienza, segnaletica, servizi per cicloturisti.
Impatto pratico per i cittadini
La trasformazione di un tratto ferroviario dismesso in una ciclovia, se accompagnata da una pianificazione efficace, può avere ricadute concrete: incremento delle attività ricettive e di ristorazione, maggiori opportunità per le produzioni locali (agroalimentari, artigianato), valorizzazione dei borghi e potenziale aumento dell'occupazione stagionale e non. Tuttavia, il passaggio dalla proposta all'attuazione richiede risorse, tempi di progettazione e la soluzione di vincoli tecnici e di proprietà che sono spesso complessi.
| Voce | Dato riportato |
|---|---|
| Presenze cicloturistiche (Italia, 2025) | 49 milioni |
| Impatto economico diretto | 6,4 miliardi € |
| Quota sui turisti totali | 9% |
La questione resta aperta: il dibattito locale dovrà confrontarsi con valutazioni tecniche, scelte politiche e con la disponibilità di risorse pubbliche o private. Per la valle del Metauro, l'ipotesi di una ciclovia rappresenta una proposta concreta che chiede approfondimenti e scelte di piano per non perdere opportunità economiche e turistiche ravvisate in altre regioni.
Fano e i comuni della valle del Metauro sono ora chiamati a decidere se e come trasformare l'idea in progetto operativo.