Il Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento ha eseguito il sequestro di circa 30 cani detenuti in un allevamento di Fiavè gestito da un’associazione sportiva dilettantistica affiliata a Libertas. L'intervento arriva dopo una denuncia inoltrata dallo Sportello Lav contro i maltrattamenti di Trento e i sopralluoghi che, secondo l'associazione, avrebbero documentato condizioni di detenzione gravemente insufficienti.
Le condizioni segnalate e la denuncia
Secondo la ricostruzione fornita dallo Sportello Lav, sui cani erano visibili «segni di degrado evidente», alcuni animali non avevano ciotole per bere e il pavimento presentava disconnessioni ed era ricoperto di liquami, deiezioni e rifiuti organici. Altri esemplari sarebbero stati tenuti in gabbie sovrapposte, così ridotte da ostacolare qualunque movimento.
"Grazie ad alcune segnalazioni fatte allo Sportello Lav contro i maltrattamenti sugli animali di Trento abbiamo potuto documentare condizioni di detenzione inaccettabili"
Le informazioni raccolte durante i sopralluoghi hanno portato alla denuncia e alla richiesta di un intervento urgente alle autorità competenti. L'associazione Lav ha dichiarato l'intenzione di seguire gli sviluppi giudiziari per ottenere risposte sull'eventuale responsabilità dei gestori e per trovare soluzioni adeguate al futuro degli animali sequestrati.
Chi è coinvolto e quali passaggi si aprono
L'operazione ha visto impegnati il Corpo forestale provinciale e, potenzialmente, la Procura di Trento, che dovrà valutare gli elementi raccolti e decidere i provvedimenti penali o amministrativi nei confronti della struttura e dei responsabili. Tra gli aspetti che saranno verificati vi sono le condizioni igienico-sanitarie, la documentazione relativa ai soggetti titolari e la regolarità delle attività di allevamento e commercializzazione.
- Numero animali: circa 30 cani con pedigree Enci;
- Luogo: allevamento a Fiavè (Valle di Ledro/area nord-ovest della provincia);
- Gestione: associazione sportiva dilettantistica affiliata a Libertas;
- Segnalazione: Sportello Lav contro i maltrattamenti di Trento;
- Autorità coinvolte: Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento e Procura di Trento.
Per i cittadini della zona e per chi segue il dossier, resta aperta la questione della destinazione degli animali. Le procedure di sequestro adottate dalle autorità prevedono la tutela immediata degli animali, che dovranno essere ricoverati in strutture idonee fino a eventuali provvedimenti giudiziari definitivi.
| Elemento | Valore |
|---|---|
| Animali sequestrati | Circa 30 cani |
| Località | Fiavè (TN) |
| Segnalazione | Sportello Lav contro i maltrattamenti di Trento |
| Gestione allevamento | Associazione sportiva dilettantistica affiliata a Libertas |
| Autorità intervenute | Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento |
Le associazioni animaliste coinvolte hanno espresso la volontà di seguire il caso fino alla conclusione del procedimento giudiziario, sollecitando che siano individuate soluzioni adeguate per il benessere degli animali e che eventuali responsabilità siano accertate. Dalla parte pubblica, la Procura di Trento e il Corpo forestale sono chiamati a compiere accertamenti sulle condizioni di detenzione e sulla regolarità delle attività dell'allevamento.
Per gli abitanti di Fiavè e dei comuni limitrofi, la vicenda richiama l'attenzione sulla necessità di controlli costanti nelle strutture che ospitano animali e sulla rete di segnalazione: la tempestività delle comunicazioni allo Sportello Lav ha infatti avviato l'intervento delle autorità. Ulteriori sviluppi, sia sul piano giudiziario sia sulla sorte dei cani, saranno comunicati non appena disponibili atti e provvedimenti ufficiali.