Sgombero all’alba davanti al deposito Acca
Intervento delle forze dell’ordine alle 7 del mattino in via Copernico a Seano, nel comune di Carmignano. Un gruppo di lavoratori in presidio e tre rappresentanti del S.I. Cobas SUDD sono stati allontanati dall’area antistante il deposito della logistica Acca, realtà a capitale cinese. Il presidio era attivo dal 20 giugno, dopo l’annuncio della chiusura del magazzino e del possibile licenziamento di circa 100 addetti.
Secondo quanto ricostruito, lo sgombero è arrivato su impulso della procura di Prato dopo la segnalazione di una cinquantina di imprenditori cinesi, che hanno accusato alcuni sindacalisti di violenza privata. La rimozione forzata del presidio ha riacceso tensioni in una zona già segnata, nei giorni scorsi, da un assalto al picchetto da parte di oltre 200 titolari del pronto moda; tre persone erano state arrestate in quell’occasione.
Un nodo irrisolto tra lavoro, produzione e ordine pubblico
Il caso mette in evidenza, una volta di più, le criticità del cosiddetto “distretto parallelo” legato a produzione, confezionamento e spedizioni di abbigliamento. Il deposito Acca, crocevia per la logistica di molte aziende della filiera, è al centro di contenziosi sindacali e giudiziari. La decisione aziendale di sospendere l’attività, con l’uscita di un numero consistente di lavoratori, ha innescato una mobilitazione che si è protratta per quasi due settimane.
Nel frattempo, la ripresa della circolazione delle merci è diventata prioritaria per le imprese coinvolte: in magazzino si stimava la presenza di prodotti per un valore di circa 200 mila euro. L’azione legale evocata dai legali dei titolari dei pronto moda e della stessa Acca ha portato alla scelta del dispositivo di sgombero. L’iniziativa, la prima di questa intensità da quando le proteste del sindacato di base si sono estese nell’area pratese, ha suscitato reazioni immediate tra attivisti e lavoratori.
Le voci e i tentativi di mediazione
La tensione si inserisce in un quadro già complicato da messaggi circolati in circuiti privati di comunicazione, con appelli alla contrapposizione etnica e sociale. In parallelo, il presidente della Provincia di Prato, Simone Calamai, aveva tentato una mediazione convocando in settimana due incontri tra le parti, seguiti da un’assemblea pubblica. Il fronte istituzionale, però, non ha impedito il ricorso agli strumenti giudiziari e di polizia per sbloccare la situazione sul campo.
«È uno scempio, una vergogna che la polizia alzi le mani contro degli operai che pacificamente stanno difendendo il loro posto di lavoro»
Così uno dei portavoce del S.I. Cobas SUDD, Luca Toscano, ha denunciato le modalità dell’intervento, riferendo di operai e sindacalisti caricati su un mezzo e portati in questura. Il sindacato contesta inoltre la condotta dell’azienda sul piano fiscale e del lavoro, elementi oggetto di procedimenti indicati nelle dichiarazioni dei rappresentanti sindacali.
Il clima sul territorio e i prossimi passi
L’episodio di Seano riporta al centro la condizione di migliaia di addetti della filiera moda e logistica della piana. Nelle ultime settimane, il presidio aveva catalizzato attenzione mediatica e istituzionale, anche alla luce dell’aggressione al picchetto avvenuta pochi giorni dopo l’avvio della protesta. In quelle ore sarebbero circolati, su canali comunitari come Wechat, appelli a una mobilitazione della componente imprenditoriale straniera contro il sindacato, con espressioni divisive come «mobilitazione dei cinesi» e riferimenti denigratori verso i lavoratori in protesta.
La giornata dello sgombero non chiude il dossier. La magistratura dovrà valutare le denunce presentate e le eventuali responsabilità, mentre la proprietà del deposito e le aziende clienti dovranno chiarire tempi e modalità di movimentazione delle merci fermate. I lavoratori coinvolti, dal canto loro, chiedono tutele in caso di chiusura e strumenti per ricollocarsi in un mercato locale già provato dalla concorrenza sui costi e dall’irregolarità diffusa.
Cosa cambia per i residenti e per il distretto
Gli abitanti dell’area di Seano hanno vissuto giorni di viabilità rallentata e presidio permanente su una strada di servizio cruciale per la logistica. Lo sgombero dovrebbe riallineare i flussi, ma il rischio di nuove tensioni resta, specie in assenza di un tavolo stabile tra istituzioni, parti sociali e imprese. L’attenzione resta alta anche per il possibile impatto sul tessuto occupazionale locale.
- Intervento di polizia con sgombero del presidio in via Copernico, Seano.
- Presidio nato dopo l’annuncio di chiusura del magazzino Acca e di numerosi licenziamenti.
- Denunce di una cinquantina di imprenditori e prime misure giudiziarie sul tavolo.
I dati essenziali
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Luogo | Via Copernico, Seano (Carmignano) |
| Azienda | Acca (logistica) |
| Presidio | Dal 20 giugno |
| Posti di lavoro | Circa 100 a rischio |
| Merci in magazzino | Valore stimato 200.000 € |
| Iniziativa giudiziaria | Procura di Prato, denunce di ~50 imprenditori |
Il quadro resta in evoluzione. Le istituzioni locali hanno avviato interlocuzioni e potrebbero riprendere il confronto nelle prossime ore. Resta centrale la necessità di conciliare la sicurezza del lavoro, la legalità nella filiera e la continuità della produzione in uno dei distretti più importanti del territorio pratese.