È diventata una questione pubblica la richiesta della Provincia di Teramo di liberare i locali ai piani inferiori del Liceo G. Milli, attualmente sede di Teramo Nostra. I vertici dell'associazione hanno risposto con fermezza: non intendono abbandonare gli spazi e reclamano il riconoscimento degli interventi edilizi realizzati oltre dieci anni fa.
La protesta e le ragioni dell'associazione
In una conferenza stampa i rappresentanti di Teramo Nostra — tra cui il presidente e alcuni soci storici — hanno spiegato che la missiva della Provincia contiene l'intimazione a lasciare i locali entro il 31 agosto. Secondo gli esponenti dell'ente culturale, la sede è stata recuperata tra il 2011 e il 2012 in condizioni di forte degrado e resa nuovamente utilizzabile grazie a interventi finanziati dall'associazione stessa.
“Nessuno ci ha regalato niente. [...] Noi abbiamo investito tutti i nostri risparmi, oltre 40-50 milioni delle vecchie lire, per rifare pavimenti, infissi e persino un bagno per disabili”
La ricostruzione fornita dai dirigenti di Teramo Nostra sottolinea inoltre il ruolo civile e culturale svolto negli anni: attività formative per gli studenti del Liceo Milli, iniziative aperte alla cittadinanza e ospitalità per altre realtà associative locali.
Impatto sul tessuto cittadino
La possibile perdita della sede porta con sé conseguenze concrete per la comunità: gli spazi sono utilizzati non solo dall'associazione, ma anche da gruppi musicali, culturali e da sigle politiche e civiche che vi trovano un punto di riferimento. La prospettiva dello sgombero solleva dunque interrogativi sull'accesso a locali pubblici per attività senza scopo di lucro e sulla continuità delle iniziative culturali.
Aspetti amministrativi e ricorsi
Dalla conferenza è emerso anche un riferimento alla regolarità formale dell'occupazione: i dirigenti di Teramo Nostra sostengono di aver agito in base a una delibera della giunta provinciale dell'epoca, mentre la Provincia ora chiede la riconsegna degli spazi. I rappresentanti dell'associazione hanno annunciato che, se l'ente intende procedere con lo sgombero, dovrà prima tener conto degli investimenti documentabili fatti nel 2011-2012 e valutare eventuali forme di indennizzo o accordo.
- Scadenza formale: richiesta di rilascio entro il 31 agosto.
- Interventi reclamati: lavori di ristrutturazione effettuati nel 2011-2012.
- Richiesta economica: rimborso degli investimenti (cifra indicata: 40-50 milioni di lire).
| Anno | Fatto |
|---|---|
| 2011-2012 | Risanamento e allestimento dei locali da parte di Teramo Nostra |
| 2026 | Lettera della Provincia con richiesta di rilascio (scadenza 31 agosto) |
La vicenda resta aperta: nei prossimi giorni è probabile un nuovo confronto tra le parti, con possibili mediatori istituzionali chiamati a valutare la documentazione tecnica e amministrativa prodotta dall'associazione, nonché l'interesse pubblico legato all'uso dei locali. Fino ad allora, Teramo Nostra conferma la volontà di rimanere negli spazi e di pretendere risposte chiare sulla valutazione degli interventi svolti e sulla possibilità di trovare una soluzione condivisa che salvaguardi le attività culturali ospitate.
Per i cittadini e le realtà che frequentano la sede del Milli, restano incerte le prospettive immediate: la scadenza di fine agosto segna ora un termine entro il quale si delineeranno le prossime mosse amministrative e, eventualmente, giudiziarie.