Verso la chiusura di una vicenda giudicata «insostenibile» dai residenti
La vicenda di Predda Niedda, zona industriale e commerciale alle porte di Sassari, potrebbe conoscere una svolta dopo diciotto anni di stallo. Nel corso di un incontro nella sala convegni del Bandiera Gialla il Comitato Predda Niedda Sassari, guidato da Marco Taula, ha chiesto alla politica e agli enti coinvolti un impegno concreto e una data certa per la conclusione della fase liquidatoria del Consorzio che governa l'area.
La richiesta avanzata dal Comitato è duplice: ottenere il passaggio delle competenze dalla Regione al Comune di Sassari e lo stanziamento di risorse per saldare i debiti rimasti, in modo da consentire la riqualificazione e il ritorno a condizioni ordinarie di efficienza, sicurezza e decoro per il quartiere.
- Durata della vicenda: 18 anni di procedure e ritardi;
- Debito principale: circa 22 milioni di euro verso Abbanoa;
- Obiettivo annunciato: chiusura della liquidazione entro l'anno o entro i primi mesi del 2027.
Alla richiesta del Comitato ha risposto il commissario liquidatore, Giancarlo Muntoni, che ha annunciato «un cambio di passo imminente» e ha indicato come primo nodo da risolvere il debito con Abbanoa. In merito alla strategia e ai tempi, Muntoni ha dichiarato:
«Regione e Comune di Sassari sono perfettamente in linea, assieme al Consorzio – ha dichiarato Giancarlo Muntoni – per chiudere il passivo con Abbanoa, che è la stura per poi procedere alla liquidazione e al trasferimento di competenze al Comune, come previsto dalla normativa vigente.»
Il riferimento alla somma dovuta ad Abbanoa è centrale: il debito di quasi ventidue milioni di euro grava sul capo del Consorzio e rappresenta l'ostacolo principale alla chiusura della procedura liquidatoria. Solo una volta definita questa posizione debitoria, spiega Muntoni, sarà possibile completare le operazioni formali e trasferire al Comune le responsabilità gestionali.
Per i residenti e per le attività economiche presenti nell'area, la fine della liquidazione implica conseguenze concrete: il ritorno di competenze chiare tra gli enti, interventi per il decoro e la manutenzione delle infrastrutture, la possibilità di programmare investimenti pubblici e privati. Il Comitato ha sottolineato l'urgenza di stanziare risorse adeguate per saldare i debiti e avviare gli interventi necessari a rimuovere le condizioni di degrado che da anni segnano il territorio.
La vicenda, ormai pluriennale, unisce aspetti amministrativi, economici e di servizio pubblico: dal rapporto con il gestore idrico a ciò che resta delle infrastrutture produttive e commerciali. L'allineamento manifestato da Regione, Comune e Consorzio, se confermato nei prossimi atti, potrebbe accelerare il passaggio di consegne e sbloccare le risorse richieste.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Durata della vicenda | 18 anni |
| Debito con Abbanoa | circa 22 milioni di euro |
| Termine indicato dal commissario | entro l'anno o all'inizio del 2027 |
Resta da vedere nei prossimi giorni quali atti formali saranno adottati per trasformare gli impegni verbali in decisioni operative: provvedimenti regionali, delibere comunali o accordi sul ripianamento del debito. Per gli abitanti di Sassari e per le imprese di Predda Niedda la priorità è che i tempi dichiarati risultino effettivi, evitando ulteriori dilatazioni che aggraverebbero degrado e incertezza.
Il Comitato e le associazioni locali seguiranno l'iter con attenzione, richiedendo che ogni passaggio procedurale sia comunicato con trasparenza e che le risorse messe a disposizione siano finalizzate alle opere e ai servizi indispensabili per restituire dignità e funzionalità all'area.