Presidio e mobilitazione a Salerno mentre a Roma si discute il futuro del gruppo
Si è svolto ieri mattina davanti ai cancelli dello stabilimento Adiforma a Salerno un presidio-assemblea dei lavoratori del sito, che fa parte del gruppo ex Ilva. L’iniziativa è coincisa con il primo tavolo tecnico nazionale convocato a Roma per affrontare la situazione del gruppo dopo la recente decisione giudiziaria riguardante Taranto.
Lo stabilimento salernitano, specializzato nella produzione di tubi e profilati, conta 40 dipendenti ed è, come altri siti dell’area a freddo, in una fase di forte incertezza. I lavoratori e le rappresentanze sindacali hanno chiesto garanzie su tre punti fondamentali: sicurezza, trasparenza nelle scelte aziendali e prospettive produttive concrete per il sito locale.
- Durata del presidio: due ore davanti ai cancelli.
- Motivo principale: preoccupazione per la continuità produttiva dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano.
- Situazione produttiva: lo stabilimento di Salerno è al minimo storico della produzione.
La decisione della Corte d’Appello di Milano ha disposto lo stop dello stabilimento di Taranto entro 90 giorni, ritenendo che quegli impianti siano fonte di inquinamento. Questa misura ha innescato una serie di ripercussioni a cascata sulle altre unità produttive del gruppo, compreso il sito salernitano.
“Non accetteremo scelte che mettono definitivamente in discussione il futuro del lavoro di un intero gruppo industriale.”
Durante l’assemblea è stato fornito un aggiornamento sull’incontro aziendale del 24 luglio, ma gli interventi non hanno dissipato i dubbi dei lavoratori. In particolare, è emerso diffuso scetticismo verso le motivazioni addotte dall’azienda in merito alla vendita delle materie prime, operazione ritenuta poco chiara e potenzialmente rischiosa per la continuità produttiva del sito.
I lavoratori temono che senza un piano alternativo agli spegnimenti degli impianti possano essere messe a rischio le buste paga e la stabilità economica delle loro famiglie. Il presidio di Salerno è stato quindi una manifestazione di allarme locale in parallelo al confronto istituzionale nazionale.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Dipendenti stabilimento Salerno | 40 |
| Durata presidio | 2 ore |
| Termine fissato per lo stop a Taranto | 90 giorni |
Per la città di Salerno la vicenda solleva questioni immediate: la salvaguardia dei posti di lavoro in un piccolo stabilimento ancora operativo, la necessità che l’azienda chiarisca le strategie relative alle materie prime e la richiesta di tutele da parte delle istituzioni locali. La mobilitazione sindacale segnala la volontà dei lavoratori di tenere alta l’attenzione fino a quando non saranno fornite risposte concrete sul futuro produttivo del sito.
Resta ora da vedere quali misure proporrà il tavolo tecnico nazionale e se queste saranno ritenute sufficienti dalle rappresentanze sindacali e dai lavoratori salernitani. Nel breve termine il presidio ha avuto soprattutto la funzione di mettere in evidenza il rischio che decisioni giudiziarie e scelte aziendali possano tradursi in ricadute occupazionali anche per una realtà produttiva locale di modeste dimensioni ma di rilievo per i suoi addetti.