Istanza presentata a Milano ma competenza resta a Torino
I legali del gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per la morte di due rapinatori e per il ferimento di un terzo, hanno presentato anche al Tribunale di sorveglianza di Milano un'istanza per chiedere il differimento dell'esecuzione della pena e la scarcerazione in attesa dell'esame della domanda di grazia già avanzata dalla moglie.
La difesa, informata della trasmissione degli atti da Torino al capoluogo lombardo, ha inviato nella serata del 20 luglio una Pec ai magistrati milanesi per ribadire la richiesta. L'Ufficio di sorveglianza di Milano, tuttavia, ha ritenuto che la competenza residua al tribunale di Torino, dal momento che l'istanza era stata presentata quando il 72enne si trovava ancora in stato di libertà; di conseguenza gli atti sono stati restituiti alla sede piemontese.
| Data | Evento |
|---|---|
| 17 luglio | Ingresso in carcere del gioielliere per scontare la condanna definitiva |
| 20-21 luglio | Presentazione e reiterazione dell'istanza di differimento; trasmissione e restituzione degli atti tra Torino e Milano |
Reazioni e clima di tensione verso i magistrati
L'Associazione nazionale magistrati (Anm) ha segnalato un aumento di messaggi offensivi e minacce rivolti ai giudici coinvolti nel procedimento, dopo la conferma in Cassazione della sentenza. L'Anm ha richiamato a un uso più responsabile delle parole da parte di chi ricopre ruoli istituzionali, sottolineando il rischio che la delegittimazione possa trasformarsi in intimidazione.
"Dopo la sentenza sul caso Roggero ai magistrati sono arrivate minacce, insulti e messaggi d'odio"
Nel richiamo pubblico l'Associazione ha altresì espresso vicinanza ai colleghi piemontesi che hanno emesso le decisioni di primo e secondo grado e alla Corte di cassazione che le ha confermate.
Implicazioni pratiche per la giurisdizione milanese
- La decisione dell'Ufficio di sorveglianza implica che ogni decisione sull'istanza di differimento verrà assunta dall'autorità competente in Piemonte.
- La reiterazione della richiesta via Pec indica l'urgenza percepita dalla difesa nel cercare una misura alternativa all'esecuzione della pena.
- Per i cittadini milanesi e per gli operatori giudiziari locali, la vicenda riporta l'attenzione sul rispetto delle competenze territoriali e sulle procedure amministrative che regolano il differimento della pena.
La vicenda rimane in evoluzione: la competenza formale è tornata a Torino, ma gli atti instradati e le richieste riproposte a Milano evidenziano il contenzioso sulle procedure successive alla condanna definitiva. Parallelamente, la nota dell'Anm segna una preoccupazione istituzionale sul fronte della sicurezza e della tutela dei magistrati, con un appello implicito a evitare contenuti che possano alimentare tensioni pubbliche.
Restano attesi sviluppi sulle valutazioni del tribunale competente circa la possibilità di differire l'esecuzione della pena in considerazione delle istanze in corso e della domanda di grazia già presentata.