Criticità per spettatori con disabilità allo Scopigno
Al termine del concerto dei Negramaro tenutosi allo Stadio Centro d'Italia-Manlio Scopigno, sono emerse diverse segnalazioni da parte di spettatori con disabilità che denunciano un'organizzazione inadeguata delle aree riservate e delle procedure di accesso. La testimonianza più dettagliata è quella di Francesca, 50 anni, una spettatrice reatina che ha raccontato le difficoltà incontrate nelle fasi precedenti e durante l'evento.
Secondo quanto riferito, Francesca aveva inviato preventivamente la propria certificazione di portatore di handicap, come da prassi consolidata in altre occasioni. Nonostante ciò, le modalità di consegna del biglietto e l'allocazione degli spazi dedicati sono state fonte di disagio.
«Sono un’amante dei concerti... È la prima volta in assoluto che mi capita una cosa del genere, per di più nella mia Rieti. Le persone con disabilità hanno sempre un trattamento dedicato e attento: qui, ci siamo sentiti non solo abbandonati, ma quasi ghettizzati»
La spettatrice racconta di aver atteso circa 40 minuti sotto il sole per ritirare il biglietto, poiché il botteghino non aveva corrente elettrica e non poteva né stampare né procedere al pagamento. Inoltre, ha dovuto saldare un biglietto intero di 30 euro, situazione che, a suo dire, non era mai capitata in precedenti esperienze in altri stadi o arene, dove in genere l'accompagnatore entra gratuitamente o si applicano contributi simbolici.
Assenza di assistenza e condizioni dell'area riservata
All'ingresso riservato, la critica si è estesa alle condizioni dell'area per spettatori con disabilità: mancanza di personale dedicato per l'accompagnamento ai posti, assenza di idonee strutture di copertura e soccorso medico permanente. Francesca ha richiamato esempi di altre città dove, anche in eventi di dimensioni variabili, esistono pedane con tettoia, volontari e personale sanitario fisicamente presenti a supporto.
- Segnalazione di attesa di 40 minuti al botteghino per impossibilità di emissione del biglietto;
- Pagamento di un biglietto intero da 30 euro non previsto nelle consuetudini citate dalla spettatrice;
- Presunta mancanza di personale e strutture dedicate nell'area disabili.
Le critiche sollevano punti concreti sull'organizzazione logistica e sui diritti degli spettatori con disabilità in occasione di grandi eventi nella città di Rieti. Oltre al disagio individuale, le segnalazioni aprono una questione più ampia sulla pianificazione degli eventi e sulle procedure di accoglienza per categorie vulnerabili.
Conseguenze e possibili ricadute sul territorio
Un episodio del genere può avere ricadute multiple: da una maggiore attenzione dei futuri partecipanti con esigenze speciali nell'accedere a manifestazioni pubbliche, a richieste formali di chiarimenti o contestazioni agli organizzatori. Potrebbe inoltre stimolare l'intervento delle associazioni per la tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle istituzioni locali per definire protocolli più stringenti in vista di eventi futuri.
Di fronte a segnalazioni come questa, diventa prioritario per la programmazione degli eventi garantire procedure chiare per la comunicazione preventiva, punti dedicati di assistenza, e modalità certificate per la gestione dei biglietti e dell'assistenza sanitaria e logistica.
| Voce | Dato riportato |
|---|---|
| Età della testimone | 50 anni |
| Attesa al botteghino | 40 minuti |
| Prezzo pagato | 30 euro |
We News contatterà gli organizzatori dell'evento e le autorità competenti per raccogliere repliche ufficiali e chiarimenti sulle procedure adottate. Nel frattempo, la vicenda resta un campanello d'allarme per la gestione dell'accessibilità agli eventi pubblici nella provincia di Rieti.