Contenzioso sul calendario elettorale in provincia di Avellino
È arrivato al Tribunale amministrativo regionale della Campania, sezione di Salerno, un ricorso che mette in discussione la modalità con cui sono state convocate le consultazioni per la Provincia di Avellino. A impugnarlo è il sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, assistito dall'avvocato Vittoria Musto: nel mirino c'è il decreto presidenziale n. 124 del 3 febbraio 2026, che ha fissato le votazioni esclusivamente per il rinnovo del Consiglio provinciale.
Secondo la parte ricorrente, la scelta di indire la sola tornata consiliare comporterebbe, di fatto, una proroga oltre il quadriennio del mandato del presidente della Provincia, Rizieri Buonopane. Al centro della controversia giuridica vi è la data da cui far decorrere il mandato: per Aquino il punto di riferimento rimarrebbe la proclamazione originaria del 19 dicembre 2021, senza che successive operazioni correttive abbiano potuto interrangerne la decorrenza.
«La questione non riguarda singole persone, ma il rispetto delle regole democratiche e della certezza del ciclo elettorale. Le istituzioni devono essere guidate da principi di legalità, trasparenza e temporaneità delle cariche elettive».
Nel ricorso si sottolinea come una rinnovazione parziale dell'organo elettivo, se pronunciata su un presupposto errato, potrebbe produrre effetti difficilmente reversibili e compromettere il funzionamento ordinario delle istituzioni provinciali. Per questo motivo la petizione contiene anche richieste di tutela cautelare, invocate per impedire lo svolgimento delle consultazioni previste finché la questione non sia definita dalla giustizia amministrativa.
La risposta del tribunale e le implicazioni pratiche
La prima decisione sul fronte cautelare è già arrivata: il presidente della prima sezione del TAR Campania, sede di Salerno, ha respinto l'istanza monocratica di sospensione urgente del decreto. Tale rigetto tiene conto della specificità del rito amministrativo e della prossimità temporale della data prefissata per le elezioni.
Il verdetto cautelare non risolve il merito della controversia, che rimane pendente. Se il Tar dovesse poi accogliere le argomentazioni del sindaco, l'esito potrebbe determinare la necessità di ripianificare l'intero procedimento elettorale provinciale e riaprire il dibattito sulla legittimità della gestione transitoria delle cariche.
Perché la vicenda interessa i cittadini
- Stabilità amministrativa: la pronuncia definitiva può incidere sulla regolarità degli atti adottati dall'ente durante il presunto protrarsi del mandato;
- Precedente giurisprudenziale: la decisione potrà fungere da parametro per casi analoghi in altre province;
- Tempistica elettorale: un pronunciamento favorevole al ricorrente comporterebbe ripercussioni sul calendario delle consultazioni e sui compiti degli organi provinciali.
La questione resta ora nelle mani del TAR, che dovrà valutare i profili normativi e gli effetti pratici della convocazione separata del Consiglio provinciale. In assenza di una sospensione cautelare, le operazioni elettorali previste per il 15 marzo sono rimaste al momento confermate, anche se la pendenza del ricorso lascia tuttavia incerte alcune delle possibili conseguenze giuridiche e amministrative.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Ricorrente | Ciro Aquino, sindaco di Montefredane |
| Rappresentanza legale | Avvocato Vittoria Musto |
| Atto impugnato | Decreto presidenziale n. 124 del 3 febbraio 2026 |
| Data elezioni previste | 15 marzo 2026 |
Per gli amministratori locali e per gli elettori della provincia è una vicenda da seguire con attenzione: l'eventuale modifica del quadro giuridico potrebbe richiedere tempi e interventi organizzativi non trascurabili.
Gerardo Festa
Corrispondente dalla provincia di Avellino, We News