Indagine partita nel 2015, base logistica nel quartiere Sant’Orsola
Si è chiusa con il rinvio a settembre la fase delle discussioni nel processo che vedeva imputate, originariamente, 9 persone per un traffico di cocaina che, nel 2015, aveva collegamenti tra la Campania e la Sardegna. L’attenzione della pubblica accusa e delle forze dell’ordine si era concentrata su una rete con base operativa a Sassari, in particolare nel quartiere di Sant’Orsola, dove la droga veniva poi distribuita in varie piazze del territorio.
Dei nove componenti del gruppo alcuni sono già stati giudicati con riti diversi; rimane però un’unica imputata il cui procedimento è ancora in corso: una donna di 50 anni, residente a Napoli, alla quale viene contestato un ruolo di collegamento e custodia degli stupefacenti tra fornitore e altre persone del nucleo investigato.
- Anno dell’indagine: 2015
- Numero iniziale di indagati: 9
- Imputata tuttora da giudicare: 1 donna, 50 anni
In aula, dinanzi al collegio presieduto da Monia Adami con a latere Valentina Nuvoli e Paolo Bulla, il pubblico ministero della Dda di Cagliari, Guido Pani, ha chiesto una condanna per la donna. La difesa è curata dall’avvocato Claudio Mastandrea.
«Ha sollecitato per la donna ... una pena di 5 anni, e 25mila euro di multa»
Richiesta della pubblica accusa e prossime tappe
Il pubblico ministero ha chiesto per l’imputata una pena pari a 5 anni di reclusione e una sanzione pecuniaria di 25.000 euro per alcuni capi di imputazione legati allo spaccio. In relazione all’accusa più grave, quella di associazione a delinquere, il pm ha invece ritenuto non provata la partecipazione strutturata della donna al gruppo criminale, come riportato nel corso dell’udienza.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Anno operatività | 2015 |
| Indagati iniziali | 9 |
| Imputata in aula | 1 (50enne, Napoli) |
| Richiesta pena | 5 anni e 25.000 € |
Il collegio ha disposto il rinvio delle repliche e della sentenza a settembre. La decisione lascia ancora aperte le questioni sul livello di responsabilità imputabile all’imputata rispetto al contesto investigativo ricostruito dagli inquirenti nel capoluogo turritano.
Per i residenti di Sassari e, in particolare, per chi vive nel quartiere di Sant’Orsola, il procedimento rimane un riferimento importante: ricostruire le dinamiche del traffico e la rete di relazioni che lo sosteneva serve a chiarire responsabilità e a valutare l’efficacia degli interventi di contrasto adottati in città dal 2015 a oggi.
La fase successiva del processo sarà dunque quella delle repliche e della decisione finale del collegio, attese nei prossimi mesi.