Un patto operativo per la prevenzione delle infiltrazioni
Nella sede della Prefettura di Rovigo è stato sottoscritto un accordo di collaborazione tra la Prefettura e la Procura distrettuale antimafia di Venezia con l’obiettivo di rendere più tempestivo e strutturato lo scambio di informazioni utili a individuare possibili condizionamenti della criminalità organizzata sul tessuto economico polesano. A firmare l’intesa sono state la prefetta Franca Tancredi e la procuratrice distrettuale antimafia Alessandra Dolci, alla presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine e dei componenti del Gruppo interforze antimafia della Prefettura.
Il protocollo consolida una collaborazione già esistente e definisce modalità e tipologie di documenti che saranno trasmessi tra gli uffici, con l’intento di accelerare le verifiche su imprese, appalti, concessioni e cantieri presenti in provincia di Rovigo. Tra gli elementi previsti dallo scambio vi sono convocazioni e verbali del Gruppo interforze, atti di avvio dei procedimenti antimafia, verbali delle audizioni e provvedimenti interdittivi.
"Il nostro interesse principale è salvaguardare e tutelare l’economia legale di questo territorio"
Secondo il testo dell’intesa, la Prefettura trasmetterà alla Direzione distrettuale antimafia anche i decreti di accesso ai cantieri delle opere pubbliche e alle sedi delle imprese sottoposte ad approfondimenti. Se dalle verifiche emergessero condotte con rilievo penale, come intestazioni fittizie di beni o artifici per eludere misure antimafia o agevolare operazioni di riciclaggio, le informazioni saranno immediatamente inoltrate alla Procura distrettuale.
La Dda di Venezia fornirà a sua volta elementi non coperti dal segreto investigativo che possano essere utili alla Prefettura, per esempio ai fini della valutazione della documentazione antimafia e dell’iscrizione delle aziende nelle White List. Potranno essere comunicati provvedimenti cautelari, richieste di rinvio a giudizio e sentenze, quando compatibili con i vincoli di riservatezza.
Impatto sul territorio e sugli operatori economici
Per le imprese e gli operatori coinvolti in appalti pubblici o lavori nei cantieri del Polesine l’accordo significa un controllo più serrato e una maggiore rotazione informativa tra le istituzioni preposte alla legalità economica. Per le amministrazioni locali, l’intesa fornisce strumenti per valutare con maggiore completezza il rischio di infiltrazioni e per adottare misure preventive tempestive.
- Tempestività: informazioni condivise più rapidamente tra Prefettura e Dda.
- Completezza: trasmissione di verbali, decreti di accesso e misure interdittive.
- Tutela dell’economia legale: collaborazione finalizzata a proteggere imprese e lavori pubblici da condizionamenti illeciti.
La firma è stata presentata come un passo volto a rafforzare la prevenzione nella provincia, dove — come sottolineato da chi ha promosso l’intesa — il Polesine non è estraneo agli interessi della criminalità organizzata. La nuova procedura operativa dovrà ora essere attuata nei fatti: significato e efficacia dipenderanno dalla capacità degli uffici di tradurre lo scambio informativo in verifiche concrete e tempestive.
| Tipologia di documento | Finalità |
|---|---|
| Convocazioni e verbali del Gruppo interforze | Monitoraggio coordinato dei rischi |
| Atti di avvio dei procedimenti antimafia | Valutazione preliminare delle imprese |
| Provvedimenti interdittivi e misure di prevenzione | Interventi amministrativi per bloccare infiltrazioni |
| Decreti di accesso a cantieri e sedi aziendali | Verifiche in loco su opere e imprese |
L’attenzione ora si focalizza sulla celerità con cui verranno scambiate le informazioni e sulla capacità delle istituzioni di operare in modo sinergico. Per i cittadini e le imprese polesane il risultato atteso è una filiera di controllo più coesa e più pronta a neutralizzare tentativi di infiltrazione, salvaguardando così la legalità e la regolare tenuta dell’economia locale.