I segnali che arrivano dal mercato del lavoro torinese e piemontese descrivono una situazione a più velocità: da un lato una crescita del lavoro femminile, dall'altro l'aumento della precarietà e una riduzione consistente dell'occupazione maschile. I numeri disponibili evidenziano criticità che richiedono una risposta coordinata e tempestiva da parte delle istituzioni locali.
Numeri che allarmano
Nel 2025 in provincia di Torino si registrano circa 180.000 assunzioni con contratti precari; nel complesso del Piemonte la cifra sale a 265.000. Nel primo trimestre del 2026 si segnala un calo dell'occupazione maschile di circa 26.000 unità, mentre per le donne si osserva un miglioramento con un aumento di 24.000 occupate nel quarto trimestre 2026.
Questi dati delineano un mercato del lavoro caratterizzato da una forte instabilità contrattuale e da dinamiche occupazionali differenziate per genere: da un lato la perdita di posti di lavoro tradizionalmente occupati da lavoratori uomini, dall'altro un recupero dell'occupazione femminile che, al momento, funge da elemento compensativo.
Quali interventi chiedono i numeri
- Una mappatura aggiornata e condivisa dello stato del lavoro a Torino, che non sottragga spazio alle voci locali;
- Il rafforzamento dell'Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Città di Torino per includere tutte le parti interessate;
- Un piano di intervento puntuale, con ruoli chiari per la Città e per le parti sociali, e il ricorso a expertise esterne se necessario.
La proposta che emerge dai documenti e dai commenti degli stakeholder sottolinea la necessità di politiche attive e di strumenti mirati che massimizzino l'uso delle risorse disponibili, da quelle comunali fino ai fondi europei gestiti a livello regionale.
Strumenti locali e responsabilità
Tra gli strumenti citati, la Città di Torino è chiamata a valorizzare iniziative come Torino Giovani e i Centri per l'Impiego, potenziandone l'efficacia con una progettazione autonoma e con un ruolo politico più forte. Fondamentale è anche il coinvolgimento delle parti sociali — sindacati e associazioni datoriali — per ricostruire un confronto che porti a progetti condivisi di sviluppo occupazionale.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Assunzioni con contratti precari (provincia di Torino, 2025) | 180.000 |
| Assunzioni con contratti precari (Piemonte, 2025) | 265.000 |
| Variazione occupazione maschile (1° trim. 2026, Piemonte) | -26.000 |
| Variazione occupazione femminile (4° trim. 2026, Piemonte) | +24.000 |
Per i residenti della provincia questi elementi si traducono in questioni concrete: stabilità contrattuale, opportunità di formazione e ricollocazione, accesso a strumenti di politica attiva che non restino sulla carta. Il rilancio dell'occupazione richiede inoltre attenzione alle trasformazioni settoriali del territorio e a iniziative che favoriscano lavoro di qualità.
Prossimi passi
Secondo il documento di riferimento, il primo passo è la condivisione di una diagnosi attendibile e aggiornata. Solo a partire da una fotografia comune sarà possibile definire priorità operative e responsabilità. La Città di Torino e le parti sociali sono indicate come attori essenziali per trasformare i dati in politiche concrete, facendo leva sulle risorse regionali e comunitarie.
Il quadro attuale impone quindi una scelta politica: mettere il lavoro al centro dell'agenda locale, con misure che contrastino la precarietà e favoriscano percorsi stabili di inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro.