Futuro Polesine ha presentato "Polesine Salute 2040", un documento programmatico che propone di ripensare la sanità del territorio con una visione che va oltre la difesa dei singoli ospedali. Curata da Leonardo Raito, l'iniziativa indica una strategia di riorganizzazione e investimenti mirati per affrontare le sfide demografiche, la carenza di personale e la necessità di innovazione tecnologica.
Tre presidi con missioni differenziate
Al centro del progetto c'è la creazione di un Sistema Ospedaliero Policentrico Polesano, con ruoli definiti per i tre ospedali della provincia:
- Rovigo come polo per l'alta complessità clinica, la ricerca e l'innovazione;
- Trecenta indirizzato alla riabilitazione, alla presa in carico delle fragilità e alla longevità;
- Adria specializzato in medicina dell'ambiente, emergenza territoriale e resilienza climatica, sfruttando la posizione rispetto al Delta del Po.
La proposta sottolinea la necessità di una governance condivisa che coordini servizi e percorsi clinici tra strutture, evitando duplicazioni e favorendo la concentrazione delle competenze.
Digitalizzazione e assistenza territoriale
Accanto alla riorganizzazione fisica delle strutture, il documento immagina il Polesine come la prima Smart Health Province italiana, con strumenti tecnologici diffusi a supporto dei cittadini e dei professionisti sanitari. Tra gli elementi previsti ci sono:
- cartella clinica digitale pienamente integrata;
- telemedicina per la gestione a distanza;
- intelligenza artificiale a supporto diagnostico e organizzativo;
- assistenza domiciliare avanzata per la presa in carico delle persone fragili.
| Elemento | Ruolo proposto |
|---|---|
| Rovigo | Alta complessità, ricerca, innovazione |
| Trecenta | Riabilitazione, longevità, presa in carico |
| Adria | Medicina ambientale, emergenza, resilienza climatica |
Per realizzare il piano, Polesine Salute 2040 propone un Piano Marshall che prevede investimenti stimati in circa 500 milioni di euro nell'arco di dieci anni, destinati ad ammodernamento, digitalizzazione, formazione, ricerca e rinforzo della medicina territoriale.
Nel documento emerge chiaramente l'approccio che considera la sanità non solo come un servizio pubblico essenziale, ma come un'infrastruttura strategica capace di generare sviluppo economico e occupazione, attrarre professionisti e favorire collaborazioni con istituzioni universitarie e centri di ricerca.
Per il territorio polesano la proposta porta con sé diverse implicazioni pratiche: ricadute sull'accessibilità delle cure, sulla specializzazione dei percorsi ospedalieri, sulle opportunità di lavoro nel settore sanitario e sulle relazioni tra ospedali e territorio, in particolare per la gestione dell'invecchiamento della popolazione e delle fragilità.
Il documento di Futuro Polesine apre ora la fase del confronto con le istituzioni locali, le aziende sanitarie e gli operatori del settore. Le decisioni che seguiranno determineranno come e quando le parti del piano potranno tradursi in progetti operativi e in cantieri reali sul territorio.