Bilancio sul PNRR: l'allarme sui tagli che toccano la provincia
Con la fase di chiusura del PNRR arrivano anche i primi consuntivi sugli effetti per i territori. A Taranto, il senatore e vicepresidente del Movimento 5 Stelle Mario Turco segnala una riduzione consistente delle risorse europee che, a suo dire, colpisce alcuni capitoli chiave per la competitività dell’area ionica: infrastrutture, mobilità ferroviaria e transizione industriale.
“Le revisioni del Piano volute dal Governo Meloni hanno indebolito investimenti strategici per il territorio di Taranto, sottraendo risorse europee che avrebbero dovuto sostenere infrastrutture, transizione industriale e sviluppo”.
Secondo quanto riferito dal parlamentare, 145 progetti della provincia, per un valore complessivo di circa 69 milioni di euro, sarebbero usciti dal perimetro del Piano. Si tratta di un elenco ampio e articolato di interventi, sul quale – annuncia – verrà chiesta una ricognizione puntuale in Parlamento.
Alta Velocità ionica: risorse ridotte sulla Taranto–Metaponto–Potenza–Battipaglia
Il dossier più sensibile riguarda la mobilità su ferro. Turco evidenzia il ridimensionamento della quota PNRR destinata al potenziamento della tratta Taranto–Metaponto–Potenza–Battipaglia. La componente finanziata dal Piano europeo, afferma, passerebbe da 414 a 98 milioni di euro, con una contrazione di 316 milioni. Per il territorio tarantino, già impegnato a recuperare collegamenti più rapidi verso il medio e alto Tirreno, il tema è dirimente: il miglioramento di tempi e affidabilità del servizio ferroviario incide su pendolarismo, attrattività turistica e logistica d’impresa.
- Mobilità e competitività: il potenziamento della dorsale con la Basilicata e il corridoio verso il Tirreno è considerato un nodo strategico per persone e merci.
- Effetti locali: riduzioni di spesa su progettazioni e cantieri possono rallentare la messa a terra degli interventi e le ricadute occupazionali attese.
Ex Ilva, decarbonizzazione senza copertura PNRR
Altro capitolo citato è quello della riconversione ambientale del polo siderurgico. Turco ricorda che il Governo Conte II aveva previsto 1 miliardo di euro del PNRR a favore di DRI d’Italia per l’impianto di preridotto, tassello funzionale ai futuri forni elettrici alimentati da idrogeno verde. Il parlamentare sottolinea che il successivo esecutivo ha fatto uscire questo investimento dal Piano, rinviandone la copertura a fonti nazionali. Una scelta che, secondo la ricostruzione, priva l’intervento della cornice europea inizialmente prevista.
“Il Governo continua a sostenere che molti interventi saranno rifinanziati con altri strumenti. Ma questo non cancella la realtà: Taranto ha visto ridursi il peso degli investimenti europei proprio su opere decisive per la sua competitività, la mobilità, la transizione ecologica e la riconversione industriale”.
I numeri chiave indicati dal senatore
| Voce | Importo/Quantità |
|---|---|
| Progetti provinciali usciti dal PNRR | 145 interventi |
| Valore complessivo stimato | ~69 milioni € |
| Alta Velocità Taranto–Metaponto–Potenza–Battipaglia (quota PNRR) | da 414 a 98 milioni € (-316 milioni €) |
| Decarbonizzazione ex Ilva (impianto di preridotto) | 1 miliardo € previsto nel PNRR e successivamente spostato su altre fonti nazionali |
Le richieste in Parlamento e le ricadute sul territorio
Il vicepresidente M5S annuncia l’intenzione di sollecitare il Governo a fornire in Parlamento un quadro puntuale, progetto per progetto, su quali interventi siano stati definanziati o rimodulati e con quali coperture alternative. Per il sistema locale – amministrazioni, imprese, lavoratori – la questione è legata non soltanto ai tempi dei cantieri ma alle prospettive di rilancio economico e occupazionale.
La riduzione delle risorse europee su capitoli come infrastrutture ferroviarie e decarbonizzazione dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico tocca due stati di necessità ormai strutturali del territorio: da un lato accorciare le distanze, dall’altro proseguire il percorso di riconversione ambientale e produttiva. La certezza delle fonti di finanziamento e del cronoprogramma – punto su cui Turco chiede chiarezza – resta, quindi, l’elemento atteso dagli attori locali per programmare investimenti, formazione e occupazione.
Cosa aspettarsi adesso
Il dibattito politico sul PNRR e sui rifinanziamenti nazionali proseguirà nelle prossime settimane. Per Taranto, l’attenzione resta concentrata su tre assi: ripristino di risorse per la linea Taranto–Metaponto–Potenza–Battipaglia, definizione delle coperture per la decarbonizzazione e trasparenza sugli interventi esclusi. L’esito di queste partite inciderà in modo diretto su mobilità, ambiente e capacità competitiva dell’area ionica.