Avanzamento tecnologico nella chirurgia dell'udito a Piacenza
L'ospedale di Piacenza ha realizzato i primi impianti cocleari eseguiti con tecnologia robot-assistita, un passo significativo nella gestione chirurgica della sordità per i pazienti della provincia. Gli interventi sono stati condotti dall'équipe di otorinolaringoiatria diretta da Domenico Rosario Cuda, con il contributo dei dirigenti medici Giuseppe Di Trapani e Giulia Zambonini.
Al centro del nuovo approccio c'è il sistema robotico Otodrive&Otoarm, impiegato nella fase critica dell'operazione: l'inserimento dell'elettrodo nella coclea, l'organo dell'orecchio interno che trasforma i suoni in segnali nervosi. Il dispositivo permette movimenti micrometrici, lenti e costanti, riducendo il rischio di sollecitazioni ai tessuti cocleari e migliorando la prevedibilità della procedura.
"La chirurgia robot-assistita rappresenta un passo avanti significativo nel campo dell'impianto cocleare - afferma Domenico Cuda - La possibilità di pianificare l'intervento con estrema accuratezza e di eseguire un inserimento dell'elettrodo lento, progressivo e controllato consente di operare con elevata precisione e nel massimo rispetto delle strutture dell'orecchio interno. Questo approccio rende la procedura più prevedibile e contribuisce a ottimizzare il successivo percorso riabilitativo del paziente".
Pianificazione personalizzata con Otoplan
Il percorso tecnologico adottato dall'ospedale integra il robot con il software Otoplan, che ricostruisce in 3D la coclea del singolo paziente. Questa ricostruzione consente ai chirurghi di studiare l'anatomia individuale prima dell'intervento e di selezionare sia il percorso di inserimento sia il tipo di elettrodo più idoneo per ciascun caso, in una logica di intervento su misura.
Al momento sono stati eseguiti due interventi pilota presso la struttura: il primo su un uomo di 40 anni con sordità progressiva, per il quale è stato scelto l'elettrodo Flex 34; il secondo su una donna di 72 anni già portatrice di impianto controlaterale, operata in sequenza.
- Precisione: inserimento elettrodo assistito per ridurre i danni all'orecchio interno.
- Pianificazione: ricostruzione 3D con Otoplan per interventi personalizzati.
- Riabilitazione: la prevedibilità dell'intervento può agevolare il percorso riabilitativo post-operatorio.
Dettaglio degli interventi
| Intervento | Età Paziente | Caratteristica | Strumentazione |
|---|---|---|---|
| Primo | 40 anni | Sordità progressiva | Elettrodo Flex 34; Otodrive&Otoarm; Otoplan |
| Secondo | 72 anni | Impianto sequenziale (controlaterale già impiantato) | Otodrive&Otoarm; Otoplan |
Per i cittadini della provincia, l'adozione di queste tecnologie significa la possibilità di accedere a procedure più precise senza doversi necessariamente rivolgere a centri lontani. L'integrazione tra pianificazione preoperatoria in 3D e controllo robotico durante l'inserimento dell'elettrodo è pensata per limitare le complicanze e per favorire risultati percettivi più naturali, elemento cruciale per la qualità della riabilitazione uditiva.
La novità rappresenta inoltre un potenziale sviluppo nell'offerta sanitaria territoriale: l'ospedale di Piacenza si dota di strumenti che, se confermati dall'esperienza clinica e da follow-up appropriati, potrebbero aumentare il numero di pazienti candidabili a impianto cocleare e ottimizzare i tempi e i risultati della cura.
Resta ora da monitorare l'andamento del percorso post-operatorio dei pazienti e l'estensione dell'impiego del robot ad altri casi selezionati, fattori che determineranno l'impatto a lungo termine di questa innovazione sulla comunità locale.