Vertenza Pfizer, convocato il tavolo istituzionale
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha fissato per il 22 luglio, alle ore 10, un tavolo dedicato alla vertenza dello stabilimento Pfizer di Catania. La decisione arriva a valle di un confronto telefonico tra il ministro Adolfo Urso e il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. L’obiettivo dichiarato è esaminare nel dettaglio la situazione del sito etneo, valutarne le prospettive industriali e occupazionali e individuare soluzioni utili a salvaguardare i lavoratori e il tessuto produttivo locale.
La convocazione giunge dopo l’annuncio della procedura che prevede 330 esuberi nello stabilimento catanese. Una prospettiva che agita non solo i dipendenti, ma l’intera filiera territoriale che ruota attorno a uno dei presidi storici della farmaceutica in Sicilia.
Le richieste dei sindacati: chiarezza sul futuro
Le confederazioni Cgil, Cisl e Uil, insieme alle categorie Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, sollecitano da tempo un confronto trasparente sul destino del sito produttivo. Secondo le organizzazioni dei lavoratori, non è possibile discutere di riduzione degli organici senza conoscere con precisione il progetto industriale per Catania e la sostenibilità delle produzioni.
"La priorità è comprendere quale sia il progetto di Pfizer per Catania. I lavoratori e il territorio hanno il diritto di conoscere quale futuro l’azienda immagina per uno stabilimento che per decenni ha rappresentato un’eccellenza industriale e occupazionale".
Nel merito, le sigle sindacali chiedono che l’azienda lasci ogni ambiguità e chiarisca le reali prospettive del sito. Allo stesso tempo invocano un’assunzione di responsabilità immediata da parte delle istituzioni regionali e nazionali, con la definizione di misure concrete a tutela dell’occupazione.
- Illustrazione puntuale del piano industriale e delle prospettive produttive del sito.
- Chiarezza sui tempi e sugli impatti della procedura che annuncia 330 esuberi.
- Interventi delle istituzioni per la salvaguardia dell’occupazione e del presidio industriale.
Perché la vertenza pesa sulla provincia
Lo stabilimento catanese è indicato dalle parti sociali come un punto di riferimento nel comparto farmaceutico regionale. Una crisi non gestita rischierebbe di compromettere un segmento strategico dell’economia locale con ripercussioni sull’indotto e sulla qualità dell’occupazione specializzata. La priorità, sottolineano i sindacati, è preservare competenze e capacità produttive maturate in decenni, evitando soluzioni che disperdano know-how e professionalità.
In prospettiva, la chiarezza sul piano industriale è l’elemento dirimente: definire ruolo del sito, investimenti, pipeline produttiva e sostenibilità. Sono aspetti dai quali dipendono non solo i posti di lavoro, ma anche la permanenza della filiera su scala provinciale e regionale.
Il confronto istituzionale atteso
Il tavolo del 22 luglio è atteso come la sede in cui raccogliere impegni verificabili e tempi certi. La scelta di convocarlo dopo il confronto fra ministro e presidente della Regione indica un coinvolgimento diretto dei livelli politico-istituzionali chiamati a valutare ogni opzione utile. Per le parti sociali, l’esito dovrà tradursi in elementi misurabili: un tracciato chiaro su occupazione, produzioni e prospettive del sito etneo.
In vista dell’appuntamento, il fronte sindacale ribadisce la necessità di un dialogo senza reticenze, che metta al centro i lavoratori e il futuro di un asset industriale definito come «storico» per la Sicilia. La richiesta è di evitare una gestione frammentaria dell’emergenza, sostituendola con un percorso definito e condiviso.
Dati essenziali della vertenza
| Voce | Dato |
|---|---|
| Convocazione tavolo | 22 luglio, ore 10:00 |
| Sito interessato | Stabilimento Pfizer di Catania |
| Esuberi annunciati | 330 |
| Attori istituzionali | MIMIT, Regione Siciliana |
| Parti sociali | Cgil, Cisl, Uil e categorie Filctem, Femca, Uiltec |
Le prossime tappe
Il passaggio chiave sarà la presentazione di un quadro industriale che consenta di valutare impatti e soluzioni. Nel frattempo, il coinvolgimento delle istituzioni apre uno spazio di confronto che i lavoratori e la comunità locale guardano con attenzione, nella consapevolezza che dalle decisioni delle prossime settimane può dipendere la tenuta occupazionale e produttiva di una delle realtà più significative per l’area etnea.