Disaccordo su chi debba pagare i ritiri del verde: possibile ripristino del canone
Si è aperta una frattura tra il Comune di Pavia e la municipalizzata Asm sulla copertura dei costi per la raccolta porta a porta dei rifiuti vegetali. La società di servizi sostiene di aver eseguito il servizio gratuitamente dall’inizio del 2026 su richiesta dell’Amministrazione, ma ora reclama un impegno formale per il rimborso delle spese; dagli uffici comunali la replica è netta: non esiste alcun atto scritto che obblighi Palazzo Mezzabarba a pagare.
La questione ha ricadute concrete per gli utenti che avevano aderito al ritiro degli sfalci: il servizio, inizialmente a pagamento (con una quota prevista di 100 euro per chi aveva sottoscritto l’opzione), era stato reso gratuito dopo il cambio di amministrazione. Asm afferma di aver coperto i costi nella fase di avvio, includendoli nelle spese generali del servizio di Igiene Urbana, ma ora chiede al Comune di farsi formalmente carico delle somme sostenute per il 2026.
"ad oggi non vi è stato alcun atto formale da parte dell’ente"
La mancata formalizzazione del pagamento è il punto centrale del contendere. In una comunicazione interna, il segretario generale comunale e il dirigente del settore Pianificazione territoriale hanno infatti evidenziato la mancanza di una base giuridica e finanziaria che consenta al Comune di assumersi tali impegni senza una modifica contrattuale.
Importi e scadenze
Asm ha chiesto la copertura delle spese sostenute per il secondo semestre del 2026, indicandole in una cifra superiore a 70.000 euro. In assenza di un accordo formale, la società ha minacciato il ripristino immediato del pagamento diretto del canone da parte degli utenti che avevano aderito al servizio.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Periodo contestato | Primo semestre 2026 e seconda parte dell'anno |
| Somma richiesta da Asm | Oltre 70.000 euro (per il secondo semestre) |
| Importo quota precedente | 100 euro per gli utenti aderenti |
Che cosa rischiano i cittadini
Se il Comune non formalizzerà un impegno di spesa, Asm ha avvertito che ripristinerà la modalità di pagamento diretto per gli utenti. Questo significa che chi si era avvalso del porta a porta per il verde potrebbe dover nuovamente sostenere la quota prevista. In alternativa, il costo complessivo potrebbe essere ridefinito in sede contrattuale o ricadere in altri capitoli di bilancio comunali, con possibili effetti sulla fiscalità locale.
- Per gli utenti aderenti: rischio di dover pagare nuovamente il canone
- Per il Comune: necessità di valutare la legittimità e la disponibilità finanziaria a coprire le somme
- Per Asm: richiesta di un impegno scritto per sanare le spese già affrontate
Il nodo giuridico è la mancanza di una formale modifica contrattuale che autorizzi il Comune a sostenere le spese. Gli uffici comunali ritengono che un impegno del genere non possa essere assunto senza le necessarie coperture e procedure amministrative.
Prossimi passi e possibili sviluppi
La controversia potrebbe risolversi attraverso un atto formale che disciplini la ripartizione delle spese o con un accordo transattivo tra le parti. In assenza di una soluzione concordata, Asm ha già preannunciato misure operative che interesserebbero direttamente i cittadini. Nei prossimi giorni saranno da monitorare eventuali delibere di Giunta o comunicazioni ufficiali di Palazzo Mezzabarba e la risposta formale della multiservizi.
Per i residenti di Pavia è importante seguire gli aggiornamenti: un provvedimento comunale o un accordo scritto tra Comune e Asm determineranno se la gratuità resterà in vigore o se si tornerà al pagamento del servizio.
Redazione locale