Napoli tra crescita e rincari: i numeri dello studio CER per Confesercenti
I dati elaborati dal centro studi CER per Confesercenti delineano un quadro economico in cui Napoli emerge come il principale motore del Mezzogiorno: per il 2026 la città registra una previsione di crescita del +1,5%, nettamente superiore alla media del Sud (+0,8%) e oltre la crescita nazionale stimata allo 0,9%. Tuttavia, il dato positivo sul Pil convive con una forte dinamica dei prezzi: l'inflazione prevista per Napoli è pari al +3,5%, la seconda più elevata in Italia dopo Reggio Calabria (+4,3%).
Le stime sono state diffuse da Confesercenti Nazionale sulla base del modello econometrico del CER e delle ultime previsioni UPB. Il quadro conferma la tendenza a velocità differenziate del recupero economico nelle regioni italiane, con alcune aree che guidano la ripresa e altre che restano indietro.
“Napoli si conferma motore trainante dell’economia del Mezzogiorno, affermandosi come un brand di rilevanza internazionale di alto livello capace di attrarre investimenti con alto potenziale di guadagno.”
La dichiarazione è del presidente di Confesercenti Napoli e Campania e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno, Vincenzo Schiavo, che attribuisce il risultato al ruolo combinato del turismo, di grandi eventi sportivi e culturali e di un tessuto imprenditoriale che sta dando risposte positive. Schiavo sottolinea inoltre l’importanza dell’artigianato e dei prodotti locali nel sostenere la ripresa.
Implicazioni locali e punti di attenzione
Per i residenti e le imprese napoletane i numeri si traducono in opportunità e rischi concreti:
- Opportunità di attrazione di investimenti e sviluppo del mercato del lavoro grazie alla crescita economica.
- Pressione sul costo della vita e sui bilanci delle famiglie per l’inflazione al +3,5%, che erode il potere d’acquisto.
- Rilevanza strategica degli investimenti in turismo, infrastrutture e rigenerazione urbana per consolidare il trend positivo.
Inoltre lo studio mette Napoli a ridosso di metropoli come Roma e Milano e sopra città tradizionalmente turistiche come Firenze e Venezia, a testimonianza che la crescita non è solo un fenomeno legato agli arrivi turistici ma coinvolge vari segmenti dell’economia cittadina.
Numeri a confronto
| Area | Previsione crescita Pil 2026 | Inflazione prevista |
|---|---|---|
| Italia | +0,9% | — |
| Mezzogiorno | +0,8% | — |
| Napoli | +1,5% | +3,5% |
| Reggio Calabria | — | +4,3% |
Questi numeri vanno letti con attenzione dalle amministrazioni locali e dagli operatori economici: la crescita offre margini per politiche attive del lavoro, investimenti in infrastrutture e promozione del territorio, ma la componente inflattiva richiede misure di mitigazione per tutelare famiglie e attività commerciali, particolarmente esposte ai rincari.
Per la cittadinanza la sfida è quindi duplice: consolidare i settori che stanno trainando la ripresa — turismo, artigianato, servizi — e al contempo proteggere i redditi e la competitività delle imprese dai maggiori costi. Sarà cruciale il coordinamento tra istituzioni nazionali, regionali e locali affinché la crescita sia sostenibile e inclusiva per l’intero territorio.