Allerta per Ferragosto: Roma prolunga i controlli alle frontiere
Il governo italiano ha ribadito in Parlamento la decisione di mantenere temporaneamente i controlli alle frontiere interne con la Spagna in seguito alle informazioni su possibili nuovi arrivi massicci dalle coste marocchine durante la notte tra il 14 e il 15 agosto. La misura, già adottata dopo la crisi di fine luglio, è stata motivata dal ministro dell'Interno con la necessità di tutelare la sicurezza interna.
La preoccupazione deriva da segnali circolati sui social e da valutazioni di intelligence che indicano come i flussi migratori possano dirigersi non soltanto verso Ceuta ma anche verso Melilla. In occasione dell'ultimo episodio, il 30 luglio, a Ceuta erano arrivati oltre 70.000 migranti, evento che aveva innescato lo scontro diplomatico tra Roma e Madrid e portato all'attivazione temporanea dei controlli Schengen.
- Data dell'allerta: notte tra il 14 e il 15 agosto
- Località potenzialmente interessate: Ceuta e Melilla
- Decisione italiana: mantenimento temporaneo dei controlli alle frontiere interne
“Revocheremo stop solo con fine totale dei rischi”
Nel suo intervento il ministro ha spiegato che le informazioni condivise hanno evidenziato "la sussistenza di elevati profili di rischio per la sicurezza interna, in relazione a possibili spostamenti incontrollati e improvvisi di cittadini di paesi terzi attraverso lo spazio comune" e non ha escluso il rischio di "potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori". Il Viminale ha inoltre richiamato come alcune aree del Marocco, compresa quella in prossimità di Ceuta, siano state negli anni oggetto di reclutamento e radicalizzazione da parte jihadista.
La tensione sul confine marittimo ha spinto la Guardia Civil spagnola a rafforzare le infrastrutture, installando una nuova barriera marittima sulla diga foranea meridionale di Melilla, misura descritta come finalizzata a "rafforzare il controllo" del confine marittimo. Anche il ministro della Difesa spagnolo ha sottolineato la necessità di evitare il ripetersi della crisi di fine luglio.
Il richiamo al regolamento comunitario (UE) 2016/399, il cosiddetto Codice Frontiere Schengen, è stato utilizzato dal ministro per giustificare il ripristino temporaneo dei controlli. Il Viminale ha richiamato precedenti analoghe scelte: la Spagna, secondo il ministro, ha fatto ricorso a chiusure delle frontiere interne 22 volte a partire dal 2009, e altri Paesi hanno adottato provvedimenti simili.
| Evento | Dato |
|---|---|
| Arrivi a Ceuta (30 luglio) | oltre 70.000 |
| Possibile nuova ondata | notte 14-15 agosto |
| Chiuse frontiere (Spagna, dal 2009) | 22 volte |
Per l'Italia, oltre alla gestione immediata dei controlli e all'attività di intelligence, la vicenda apre questioni di più ampia portata: la gestione congiunta dei flussi nel Mediterraneo occidentale, la cooperazione con le autorità spagnole e marocchine e l'equilibrio tra obblighi europei di libera circolazione e strumenti eccezionali di tutela nazionale. Le prossime ore saranno decisive per capire se le misure di contenimento messe in campo dalle autorità iberiche e dalle forze di sicurezza riusciranno a impedire nuovi sbarchi di massa.