La Commissione dei trasporti del Consiglio degli Stati ha approvato una modifica della Legge sulla navigazione aerea che apre, a determinate condizioni, alla possibilità di consentire il cabotaggio per collegamenti tra due località all'interno della Svizzera operate da vettori con sede nell'Unione europea o nell'AELS. La proposta, che integra il progetto del governo e riprende un'iniziativa parlamentare del senatore Fabio Regazzi (Centro/TI), è stata approvata in Commissione per 5 voti favorevoli, 4 contrari e 4 astensioni e sarà discussa alla Camera dei Cantoni a settembre.
Che cosa prevede la modifica e perché
Nel testo approvato dalla commissione si stabilisce che, se non risultano imprese aeree svizzere disponibili per una specifica tratta, il governo potrà autorizzare imprese con sede nell'UE o nell'AELS a svolgere collegamenti nazionali in concessione in Svizzera. L'obiettivo principale indicato dal proponente è colmare lacune nelle rotte interne, in particolare la tratta Lugano/Agno–Ginevra, oggi non coperta da collegamenti diretti.
«I collegamenti fra le diverse regioni di un Paese in tempi ragionevoli rappresentano un fattore chiave ai fini dello sviluppo economico e della coesione nazionale», afferma il promotore dell'iniziativa.
Implicazioni e contesto
La proposta arriva in un contesto in cui il trasporto pubblico su rotaia e strada ha migliorato notevolmente la connettività in Svizzera, ma non sempre può competere sui tempi di percorrenza per alcune direttrici alpine. L'apertura al cabotaggio mirerebbe quindi a garantire collegamenti rapidi per persone e merci dove alternative terrestri risultano insufficienti.
Per l'Italia la novità svizzera va seguita per almeno tre ragioni:
- Concorrenza e mercato regionale: l'ingresso di vettori UE/AELS in rotte interne svizzere può modificare assetti commerciali e offerte sul bacino transfrontaliero, con possibili effetti su aeroporti italiani vicini e su operatori low cost che già servono le regioni di confine;
- Mobilità transfrontaliera: una tratta diretta Lugano–Ginevra avvantaggerebbe passeggeri provenienti dal Canton Ticino e dalle province italiane limitrofe, cambiando tempi e opzioni di viaggio;
- Cooperazione regolatoria: la misura richiede meccanismi chiari di concessione e condizioni operative, che potrebbero richiedere intese tecniche e amministrative fra Svizzera e partner europei, con effetti indiretti sulle connessioni internazionali.
Voti e prossime tappe
La decisione della commissione non è definitiva: il dossier sarà esaminato dal Consiglio degli Stati a settembre. In Commissione la misura ha superato il vaglio con un esito in parte spaccato che riflette il dibattito politico interno sul bilanciamento tra tutela dei vettori nazionali e apertura a operatori esteri dove sussistono vuoti di servizio.
| Organo | Esito in commissione |
|---|---|
| Commissione dei trasporti (CTT-S) | 5 favorevoli, 4 contrari, 4 astensioni |
Conclusioni: rischi e opportunità
La proposta rappresenta una soluzione pragmatica per rispondere a tratte interne non attrattive per gli operatori svizzeri ma ritenute strategiche per coesione e sviluppo. Tuttavia, apre questioni di principio sul principio di territorialità dei servizi pubblici e sulle condizioni di accesso in concessione per operatori esteri. Per l'Italia, osservare l'evoluzione normativa di Berna è importante per valutare impatti su traffici transfrontalieri, possibili sinergie con infrastrutture locali e, più in generale, la governance dei collegamenti aerei nella regione alpina.