La decisione federale
L’ACR Messina è stata penalizzata di 20 punti da scontare nella classifica del campionato in corso. La decisione è stata assunta dal Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, al termine del procedimento avviato dopo il deferimento della Procura Federale. Alla società è stata inoltre comminata un’ammenda di 1.800 euro.
Il provvedimento modifica radicalmente la posizione dei giallorossi nel torneo. I punti conquistati sul campo erano 17; con la detrazione stabilita dalla giustizia sportiva, il Messina scivola all’ultimo posto con -3 punti. L’effetto è immediato sia sul piano della graduatoria sia sulle prospettive della stagione, in un campionato nel quale la squadra si trovava finora in una posizione di vertice.
La nuova graduatoria
La classifica aggiornata colloca l’ACR a distanza dalle altre formazioni del girone. In testa figurano Acireale e Niscemi, entrambe a quota 16, mentre il Mazzarrone segue a 15. Il quadro risultante dal provvedimento è il seguente:
| Posizione | Squadra | Punti |
|---|---|---|
| 1 | Acireale | 16 |
| 1 | Niscemi | 16 |
| 3 | Mazzarrone | 15 |
| 4 | Athletic Gioiosa | 13 |
| 5 | Nebros | 12 |
| 16 | ACR Messina | -3 |
Le sanzioni ai tesserati
La pronuncia non riguarda soltanto il club. Per Stefano Alaimo è stata disposta un’inibizione di due anni, con decorrenza dal primo tesseramento utile. Andrea Sorrentino dovrà scontare 20 giornate di squalifica. Per Matheus Reis Daquinto e Alessandro Cirino sono state stabilite due giornate, mentre Moustapha Sambou dovrà osservare una giornata di stop.
- 20 punti di penalizzazione per l’ACR Messina;
- 1.800 euro di ammenda a carico della società;
- sanzioni disciplinari e inibizioni per cinque tesserati.
Il procedimento sui tesseramenti
All’origine della contestazione c’è la posizione di Stefano Alaimo, già destinatario di una precedente inibizione di dieci mesi da parte del Tribunale Federale Nazionale. Secondo l’impostazione accusatoria, la firma del presidente sulla documentazione necessaria per alcune variazioni di tesseramento costituiva un requisito indispensabile per la validità delle pratiche. Gli atti sottoscritti da un soggetto inibito sarebbero quindi stati considerati nulli e, secondo la contestazione, alcuni calciatori avrebbero preso parte a gare ufficiali senza un valido titolo sportivo.
Il fascicolo era stato aperto dopo due esposti: uno presentato congiuntamente da Sancataldese e Acireale il 16 aprile, attraverso l’avvocato Salvatore Pirrello, e un secondo depositato successivamente. La decisione è arrivata dopo il deferimento della Procura Federale, che aveva richiesto una sanzione più severa: 34 punti di penalizzazione e una multa di 3.000 euro.
La replica della società
L’ACR Messina ha espresso «profondo disappunto» e ha respinto le conclusioni del Tribunale, definendo la pronuncia ingiusta e incomprensibile. La società sostiene che la sanzione finisca per colpire il progetto sportivo, la tifoseria e l’intera città, ricordando che il titolo sportivo era stato rilevato attraverso una procedura giudiziaria e che i tesseramenti erano stati validati dagli organismi federali.
“Difenderà le proprie ragioni in tutte le sedi competenti, sportive e ordinarie, a partire dal ricorso dinanzi alla Corte Federale d’Appello”.
Il club attende il deposito delle motivazioni per definire i prossimi passaggi del contenzioso. Nel frattempo, l’attenzione si sposta sul campo: il prossimo impegno è fissato per domenica 1 novembre al Giovanni Celeste contro il Mazzarrone. La gara si disputerà con una classifica profondamente cambiata e con la società impegnata, parallelamente, nella difesa delle proprie ragioni davanti agli organi della giustizia sportiva.