Messina risulta l’unica Provincia tra le dieci realtà sovracomunali monitorate a non pubblicare gli elenchi dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata sul proprio sito istituzionale. È il dato che emerge dalla quarta edizione del rapporto nazionale "RimanDATI", curato da Libera con Gruppo Abele, l’Università di Torino e il contributo di Istat.
Il quadro nazionale e il deficit messinese
Secondo il monitoraggio, condotto da oltre 80 volontari che hanno esaminato i siti degli enti destinatari, la pubblicazione degli elenchi è in netto miglioramento su scala nazionale. Su 1.174 Comuni destinatari di immobili confiscati, 938 (pari al 79,8%) rendono oggi disponibili i dati. Rimangono invece 236 amministrazioni inadempienti, il 20,2% del totale.
Nel confronto tra enti sovracomunali, però, lo Stretto spicca per un dato negativo: la Provincia di Messina è l’unica tra le dieci Province e Città metropolitane monitorate a non aver pubblicato gli elenchi sul proprio portale.
Perché la pubblicazione è importante
La disponibilità online degli elenchi dei beni confiscati è uno strumento di trasparenza che consente ai cittadini, alle associazioni e alle istituzioni di verificare destinazioni d’uso, stato di conservazione e iter delle assegnazioni. La mancata pubblicazione ostacola il controllo pubblico e complica il lavoro di enti, enti del terzo settore e gruppi di cittadini impegnati nel riutilizzo sociale degli immobili sottratti alla criminalità.
- Accessibilità dei dati: senza elenchi aggiornati risulta più difficile per le associazioni predisporre progetti di riuso.
- Controllo civico: la mancanza di informazioni frena le richieste di chiarimento e le eventuali segnalazioni di irregolarità.
- Valorizzazione del patrimonio: l’assenza di trasparenza può rallentare interventi di recupero e assegnazione.
Il percorso di miglioramento mostrato dal rapporto
Il rapporto evidenzia un progresso significativo rispetto alle rilevazioni precedenti: la quota di enti che pubblicano gli elenchi è cresciuta del 15% rispetto alla precedente edizione. Il confronto con il 2021 è ancora più marcato: allora solo il 38% dei Comuni rendeva disponibili queste informazioni. Parte del miglioramento deriva dall’azione di Libera, che ha inviato richieste di accesso civico semplice a enti inizialmente inadempienti; dopo queste sollecitazioni, 209 amministrazioni hanno aggiornato o pubblicato i dati.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Comuni destinatari | 1.174 |
| Comuni con elenchi pubblicati | 938 (79,8%) |
| Comuni non pubblicanti | 236 (20,2%) |
Per la Sicilia il rapporto segnala inoltre che 51 Comuni restano inadempienti. Per la Provincia di Messina, il fatto di essere l’unico ente sovracomunale monitorato a non pubblicare gli elenchi pone interrogativi sulla tempestività e sulle modalità con cui l’ente gestisce informazioni rilevanti per la collettività.
Conseguenze pratiche per i cittadini e le associazioni locali
La carenza informativa ha ricadute concrete: associazioni che operano nel recupero a fini sociali dei beni confiscati incontrano difficoltà ad individuare opportunità; cittadini interessati a verificare destinazioni d’uso o procedure non possono esercitare compiutamente forme di controllo e trasparenza; infine, possibilità di finanziamento e progettazione possono subire ritardi quando manca un quadro pubblico aggiornato.
La pubblicazione degli elenchi non è un adempimento formale ma uno strumento operativo per favorire il riutilizzo sociale e la partecipazione. Per il territorio messinese la sfida ora è quella di colmare il gap indicato dal rapporto e rendere fruibili i dati, così da allinearsi alla tendenza nazionale positiva emersa dall’indagine.