Un appuntamento storico che si riduce: cosa sta succedendo a Fermo
Il mercato del sabato a Fermo attraversa una fase di contrazione che preoccupa commercianti, residenti e forze politiche locali. A rompere il silenzio è la coalizione di centrosinistra Fermo città comune, che chiede un confronto pubblico e misure tempestive per provare a invertire la tendenza in atto da anni.
Le proposte e le ipotesi sul tavolo
Secondo la coalizione, durante la campagna elettorale sono stati raccolti segnali chiari dagli ambulanti «storici» di viale Veneto. Tra le soluzioni indicate spiccano incentivi economici mirati e una diversa organizzazione logistica. Un'ipotesi concreta avanzata è quella di prevedere l'esenzione dal pagamento della tassa sull'occupazione del suolo pubblico per un periodo di almeno tre anni, affiancata da un lavoro condiviso con gli operatori per riprogettare gli spazi e l'orario del mercato.
"Nel corso della campagna elettorale abbiamo incontrato gli ambulanti storici di viale Veneto – spiega Angelica Malvatani, a nome della coalizione – e ragionato con loro su possibili incentivi per convincere altri commercianti a tornare a Fermo."
Qual è la situazione attuale sul territorio
La fotografia fornita dalla coalizione evidenzia una presenza molto limitata di bancarelle nelle aree più centrali: «un paio» in piazzale Azzolino, «quattro o cinque» in viale Veneto, mentre piazzale Tupini viene indicato come un punto dove il mercato "sembra funzionare". A differenza di altri centri della costa e dell'entroterra, come Porto San Giorgio o Civitanova Marche, dove l'attività commerciale continua a registrare partecipazione significativa, Fermo mostra un quadro più fragile.
- Zone con presenza residua di bancarelle: piazzale Azzolino, viale Veneto;
- Possibile punto di rilancio indicato: piazzale Tupini;
- Misure proposte: esenzione tassa occupazione suolo pubblico per 3 anni e riorganizzazione logistica condivisa.
Scenari e problemi aperti
Tra le soluzioni proposte nel passato sono state valutate alternative come lo spostamento lungo via Zeppilli o in viale Trento, con l'argomento addotto che il sabato non sussisterebbe più il problema della concomitanza con le attività scolastiche. Altro tema sollevato è il futuro del circolo tennis adiacente a una delle aree individuate come possibile sede di mercato: la sua definizione influenzerà ogni progetto di riunificazione delle attività.
Per i cittadini e gli operatori cosa cambia
Se non si intervenisse con una strategia coordinata, il rischio per il centro storico è di perdere un ulteriore elemento di vitalità commerciale e sociale. Per gli ambulanti, la sostenibilità economica dell'attività rischia di diventare sempre più difficile, con una possibile perdita di reddito per chi vive del mercato. Per i residenti, una riduzione dell'offerta commerciale significa meno servizi a portata di mano e potenziali ripercussioni sulla frequentazione del centro.
| Area | Situazione attuale |
|---|---|
| Piazzale Azzolino | Presenza residua: un paio di bancarelle |
| Viale Veneto | Presenza limitata: quattro o cinque bancarelle |
| Piazzale Tupini | Segnalato come area funzionante, possibile punto di partenza per riunificazione |
La richiesta del centrosinistra è chiara: aprire subito un tavolo di confronto con l'amministrazione comunale, con le associazioni di categoria e con gli stessi ambulanti per mettere a punto misure concrete. Si tratta di un tema che coinvolge non solo la dimensione economica, ma anche la qualità urbana e l'offerta sociale del sabato nel capoluogo.
Restano da chiarire tempi, risorse disponibili e la posizione dell'amministrazione comunale rispetto alle proposte avanzate. In assenza di risposte rapide, però, la paura espressa dalla coalizione è che il processo di spopolamento dell'offerta commerciale prosegua, con ricadute negative per tutto il tessuto urbano.