Un sistema pensato per interventi dove i mezzi tradizionali non arrivano
La Regione Lombardia ha attivato, a partire dal 1 agosto, dodici postazioni di Soccorso Sanitario Avanzato in ambiente Impervio (Saai), collocate nelle zone del territorio caratterizzate dal maggior numero di missioni di soccorso. L'iniziativa è stata presentata a Palazzo Lombardia dall'assessore al Welfare, Guido Bertolaso, insieme ai vertici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas) lombardo e di Areu.
Dotazioni, protocolli e attivazione
Ogni postazione è equipaggiata per fornire cure avanzate anche in scenari complessi: farmaci e presidi sanitari avanzati, monitor multiparametrico, dispositivo per la trasmissione dell'elettrocardiogramma e uno specifico zaino sanitario. Per uniformare gli interventi sono stati predisposti 12 algoritmi clinico-assistenziali dedicati alle principali emergenze, tra cui trauma maggiore, dolore toracico, crisi convulsive, reazioni anafilattiche e gestione del dolore.
"un modello innovativo unico in Italia"
La Regione definisce il servizio come un modello innovativo, pensato per assicurare cure avanzate anche quando condizioni meteorologiche o ambientali impediscono l'impiego degli elicotteri di elisoccorso o rendono indisponibili altri mezzi.
Personale e sinergie operative
Le squadre sono composte da medici e infermieri del Cnsas lombardo, professionisti formati sia sul piano sanitario sia su quello tecnico-alpinistico, in grado di operare in sicurezza in ambienti montani e ipogei. Il progetto è frutto di una collaborazione fra Regione, Cnsas, Areu, le Aziende socio-sanitarie territoriali (Asst), le farmacie ospedaliere e la Direzione Generale Welfare, con l'intento di aggiungere un'opzione terapeutica per i cittadini in scenari difficili da raggiungere.
Copertura e centri già operativi
Tra le postazioni già operative si segnalano quelle della Valtellina, attive 24 ore su 24: Livigno, Bormio e Caiolo. L'attivazione può essere disposta dalle quattro Sale Operative del 118 (Soreu) e dalla Centrale Regionale di Elisoccorso di Areu (Creli), che indirizzano le risorse più adatte in base al tipo di emergenza e alle condizioni del territorio.
- 12 postazioni Saai distribuite nelle aree con maggiore incidenza di missioni.
- 12 algoritmi clinico-assistenziali per le principali emergenze.
- Team composti da personale medico e infermieristico del Cnsas con formazione tecnico-alpinistica.
Implicazioni e prospettive
Il modello punta a integrare la rete dell'emergenza territoriale, riducendo i tempi di accesso a cure avanzate in contesti non serviti dagli elicotteri o da mezzi stradali. La soluzione può diventare un riferimento per altre regioni con territorio montano o caratteristiche geografiche che ostacolano gli interventi convenzionali, pur richiedendo monitoraggio sull'efficacia operativa e sulla sostenibilità nel tempo.
| Elemento | Presenza in ogni postazione |
|---|---|
| Farmaci e presidi sanitari avanzati | Sì |
| Monitor multiparametrico | Sì |
| Dispositivo per trasmissione ECG | Sì |
| Zaino sanitario dedicato | Sì |
La fase operativa è stata illustrata dai direttori del Cnsas Lombardia e di Areu, che hanno sottolineato la necessità di formazione continua e di coordinamento con le sale operative del 118 per sfruttare al meglio le nuove capacità operative sul territorio.