Questionario: emergono criticità su vivibilità, salute e disuguaglianze
Un'indagine rivolta ai residenti di La Spezia, promossa dalla consigliera comunale Giorgia Lombardi, fotografa una città in cui il caldo estremo è percepito come un problema crescente e sistemico per la qualità della vita urbana. Il questionario ha raccolto 434 risposte e restituisce dati che evidenziano cambiamenti concreti nelle abitudini quotidiane e segnali di disagio sanitario ed economico.
I numeri principali mostrano una percezione unanime dell'aumento termico: il 97,9% dei partecipanti dichiara di aver registrato temperature più alte negli ultimi anni. Questa crescita termica si traduce in modifiche pratiche nella routine: il 77,5% degli intervistati evita frequentemente o sempre di uscire nelle ore centrali, mentre il 93,1% ha rinunciato almeno una volta a passeggiate, attività fisica o all'uso degli spazi pubblici a causa del caldo.
L'impatto sulla salute è percepito da una quota significativa della popolazione: il 31% segnala problemi fisici legati alle alte temperature per sé o per familiari, un dato che richiama l'attenzione sui servizi sanitari e sulle pratiche preventive locali.
Caratteristiche geografiche e percezione del verde
Le risposte provengono da diverse zone della città, con maggiore partecipazione dal centro storico (38,02%), seguito da Umbertino (11,95%), Canaletto-Fossamastra (11,32%) e dalle aree di Migliarina e Mazzetta-Ospedale (entrambe 8,49%). Tra i temi più ricorrenti emergono la scarsità di alberature e la mancanza di spazi ombreggiati: solo il 27,9% dei cittadini ritiene sufficiente il numero di alberi di alto fusto nel proprio quartiere, mentre oltre il 56% giudica l'area poco o per nulla ombreggiata.
Questi dati segnalano che, agli occhi dei residenti, l'attuale dotazione di verde urbano non è adeguata ad affrontare ondate di calore più intense e frequenti. La richiesta di più alberi e di aree verdi compare ripetutamente nelle risposte aperte raccolte dall'indagine.
Dimensione sociale del problema: energia e diseguaglianze
Il questionario solleva inoltre una questione di equità: il 41,2% degli intervistati dichiara di non avere un climatizzatore in casa. Tra chi possiede un impianto, 213 persone riferiscono di limitare il suo utilizzo per motivi economici, un elemento che, secondo l'iniziativa, mette in luce la connessione tra caldo, disagio energetico e disuguaglianze sociali.
- Più alberi e ombra nei quartieri
- Realizzazione e manutenzione di aree verdi pubbliche
- Interventi per il supporto alle famiglie in condizione di disagio energetico
Le richieste emerse puntano quindi sia su interventi di breve periodo (punti di refrigerio, ombreggiature temporanee), sia su strategie di medio-lungo termine come l'incremento delle alberature di alto fusto e la riqualificazione delle aree pubbliche.
| Voce | Percentuale/Numero |
|---|---|
| Partecipanti | 434 |
| Percezione aumento temperature | 97,9% |
| Evita uscire nelle ore centrali | 77,5% |
| Rinunce ad attività all'aperto | 93,1% |
| Problemi di salute segnalati | 31% |
Per l'amministrazione cittadina e le realtà locali, il questionario offre un quadro di priorità su cui intervenire: oltre agli interventi sul verde, emerge la necessità di politiche che affrontino il disagio energetico e garantiscano punti di sollievo per chi vive in quartieri più esposti.
La raccolta dati promossa dalla consigliera Lombardi costituisce un primo passo per orientare proposte e progetti; il prossimo passaggio sarà comprendere come e con quali risorse l'amministrazione intenderà tradurre le sollecitazioni dei cittadini in azioni concrete sul territorio.