Consumi sempre più concentrati nella parte alta della distribuzione
L'Istat fotografa un’Italia dove la spesa delle famiglie è fortemente sbilanciata a favore delle fasce di reddito più alte. Secondo l'indagine riferita al 2024, la quinta fascia — quella con i redditi più elevati — assorbe quasi il 40% dei consumi nazionali; sommando anche la quarta fascia si arriva a circa il 60%. Al contrario, i redditi più bassi pesano per appena il 8,4% della domanda complessiva e oltre il 60% della loro spesa è destinata ad alimentari, affitti e beni di prima necessità.
"animal spirits"
Il quadro mette in luce non solo una questione sociale ma anche una problematica economica: quando la spesa è concentrata nella parte alta della piramide i consumi complessivi possono risultare più volatili e meno favorevoli alla crescita se i redditi medi e bassi restano stagnanti. La ricerca segnala analogie con gli Stati Uniti, dove il 10% più ricco arriva a rappresentare il 50% dei consumi, contro circa un terzo di trent'anni fa.
Che cosa significa per famiglie e commercianti
- Per le famiglie a basso reddito: la quota minoritaria di consumo e l'elevata incidenza della spesa per beni essenziali riducono margini di manovra per consumi discrezionali e risparmio.
- Per i commercianti: la domanda si polarizza verso beni e servizi rivolti a redditi medio-alti; i settori legati ai consumi quotidiani possono restare stagnanti o dipendere da politiche di sostegno.
- Per l'economia nazionale: una forte concentrazione dei consumi può comprimere la domanda aggregata se la grande maggioranza non vede crescere il potere d'acquisto.
La fotografia Istat solleva anche un interrogativo di politica economica: la capacità del sistema fiscale di svolgere una funzione redistributiva sembra ridotta, e misure di breve respiro come slogan sulla patrimoniale appaiono insufficienti a rimuovere dinamiche strutturali di disuguaglianza.
Dati chiave
| Voce | Valore |
|---|---|
| Quota consumi - quinta fascia (più ricca) | ~40% |
| Quota consumi - prime due fasce (4ª+5ª) | ~60% |
| Quota consumi - redditi più bassi | 8,4% |
| Percentuale spesa per essenziali (fasce basse) | >60% |
| USA - quota consumi top 10% | 50% |
La concentrazione dei consumi ha effetti pratici: politiche per sostenere il reddito disponibile delle fasce medie e basse possono rilanciare la domanda interna più efficacemente di interventi che non incidono sulla capacità di spesa di larga parte della popolazione. Allo stesso tempo, i settori orientati ai prodotti di fascia alta potranno continuare a beneficiare di una domanda relativamente robusta, ma ciò non compensa la perdita di dinamismo complessiva se i consumi di massa restano compressi.
Per i decisori pubblici la sfida è duplice: contenere l'erosione del potere d'acquisto e ripensare strumenti fiscali e di trasferimento che favoriscano la domanda complessiva senza comunque trascurare la sostenibilità di bilancio. Per commercianti e imprese significa valutare la composizione della domanda territoriale e adeguare offerta e strategie di prezzo e marketing a una clientela sempre più polarizzata.