Una riorganizzazione che tocca anche il Veneziale
Il recente via libera ministeriale al decreto che definisce la nuova rete ospedaliera del Molise ha riportato al centro del dibattito locale la tenuta dei servizi sanitari nella provincia di Isernia. Nel testo che accompagna il piano regionale vengono confermate misure che incidono sulla rete dei Punti nascita, sulla sanità territoriale e sulla rimodulazione di presidi periferici.
Il nodo del Punto nascita del Veneziale
Al Veneziale di Isernia il Punto nascita continua a registrare circa 200 parti l’anno, un dato che si confronta con i riferimenti tecnici citati nella riorganizzazione: il numero raccomandato di parti è pari a 1.000 all’anno, con una soglia minima indicata di 500. La coesistenza di queste cifre ha sollevato e riaperto questioni di legittimità e appropriatezza dell’offerta assistenziale, anche alla luce di sentenze del TAR Molise che hanno temporaneamente bloccato alcuni provvedimenti del riordino.
“E’ legittimo continuare a mantenere operativo il Punto nascita del Veneziale di Isernia con circa 200 parti l’anno, quando il numero raccomandato è di 1.000 e, comunque, non dev’essere inferiore a 500 ?”
Contesto regionale e misure previste
Il piano, illustrato e difeso dai commissari regionali Bonamico e Di Giacomo, si inserisce nell’ambito della Legge Finanziaria 2025 e delle risorse stanziate per la sanità regionale: nella ricostruzione sono citati contributi statali per un ammontare complessivo di 90 milioni di euro destinati al riassetto organizzativo e alle reti tempo-dipendenti. Tra le misure previste figura la conversione dell’ospedale Caracciolo di Agnone in ospedale di comunità e l’individuazione della Breast Unit pubblica al Cardarelli di Campobasso.
Sanità territoriale, guardia medica e continuità assistenziale
La riforma punta significativamente sulla sanità territoriale, con l’intento di rendere le case e gli ospedali di comunità il fulcro dei servizi di prossimità. Tuttavia la ricognizione sulle postazioni di guardia medica mette in luce criticità operative ed economiche: oltre la metà delle postazioni attuali (24 su 44) ha erogato nel 2025 meno di 3 prestazioni al giorno, e cinque di queste meno di 1 prestazione al giorno. Il costo complessivo stimato per la gestione dell’attuale assetto delle guardie mediche sarebbe di circa 12 milioni di euro l’anno.
- Nuove sedi: previste 16 sedi di continuità assistenziale (13 nelle case di comunità hub and spoke, 3 in aree disagiate).
- Tempi di accesso: l’orientamento è assicurare raggiungibilità nei tempi previsti dalla normativa anche in territori complessi.
- Reti tempo-dipendenti: ridefinizione per rispondere a bisogni urgenti e specialistici.
Implicazioni per i cittadini della provincia di Isernia
Per gli abitanti della provincia il decreto e le scelte conseguenti avranno ricadute concrete: l’organizzazione dei punti nascita incide su dove e come le donne gestiranno il parto, mentre la riorganizzazione delle guardie mediche e delle sedi di continuità assistenziale modificherà i tempi e i luoghi di accesso alle cure primarie. La trasformazione del Caracciolo in ospedale di comunità sposterà il baricentro delle prestazioni verso servizi di prossimità e presa in carico territoriale.
Fasi successive e questioni aperte
Il percorso non è privo di ostacoli giuridici e amministrativi: le sentenze del TAR Molise hanno già sospeso parte del riordino, e ogni passaggio dovrà tener conto dei vincoli tecnici e delle osservazioni degli organi giudiziari. Resta inoltre il tema della sostenibilità economica delle scelte, sia in termini di investimenti che di gestione corrente. Per le comunità locali la sfida sarà verificare che la riorganizzazione migliori davvero accessibilità, qualità e appropriatezza delle cure.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Parti al Veneziale (annui) | ~200 |
| Parti raccomandati | 1.000 |
| Soglia minima indicata | 500 |
| Risorse statali indicate | 90 milioni € |
| Postazioni guardia medica | 44 (24 con <3 prestazioni/giorno) |
| Costo stimato assetto guardia medica | 12 milioni €/anno |
La definizione operativa del piano e l’adozione dei singoli provvedimenti saranno determinanti per i servizi sanitari della provincia: nelle prossime settimane si attendono indicazioni dettagliate dall’amministrazione regionale e possibili pronunciamenti in sede giurisdizionale che potranno confermare o modificare l’assetto delineato.