Ripresa industriale e segnali sul PIL del secondo trimestre
I più recenti dati Istat mostrano una accelerazione dell'industria manifatturiera italiana, che nel mese di maggio evidenzia un aumento del fatturato su base annua del 5,3% in termini di valore e dell'1,5% in termini di volumi. Anche il confronto mensile è positivo: i ricavi crescono dello 0,6% e i quantitativi dello 0,3%.
Servizi in crescita ma a ritmo minore
Il comparto dei servizi beneficia, in particolare, di turismo e commercio all'ingrosso, con un incremento annuo del valore del 3,9% e dei volumi dell'1%. A livello mensile la variazione è più contenuta, con un segno positivo dello 0,2% sia per la parte finanziaria sia per gli stock produttivi.
Le componenti esterne e interne
I dati di dettaglio mostrano come la componente estera abbia fornito la spinta maggiore: valori in aumento del 6,6% e volumi in crescita del 2,6% su base annua. La componente interna contribuisce con un incremento del valore del 4,7% e dei volumi dell'1%. Queste dinamiche suggeriscono un apporto significativo dell'export, che nel 2025 ha contribuito a un avanzo della bilancia commerciale pari a 50,7 miliardi.
- Fatturato industriale (maggio, annuo): +5,3% (valore), +1,5% (volumi)
- Servizi (maggio, annuo): +3,9% (valore), +1% (volumi)
- Componente estera (annuo): +6,6% (valore), +2,6% (volumi)
Settori trainanti e pressioni sui prezzi
Tra i contributi settoriali si segnala la robusta crescita delle attività estrattive, con un aumento del fatturato del 10,1%, collegato alle tensioni internazionali sulle materie prime. Contemporaneamente, i comparti legati all'energia mostrano aumenti marcati: si registra un +28,6% per l'energia tra i beni di consumo, mentre i beni strumentali segnano un +6,6%. Questi rincari hanno un impatto diretto sui prezzi e, quindi, sul potere d'acquisto delle famiglie.
Implicazioni per famiglie e imprese
La combinazione di una domanda estera vivace e di pressioni sui costi energetici produce effetti articolati. Per le imprese manifatturiere l'aumento dei ricavi può tradursi in maggiore capacità di investimento e, potenzialmente, in pressioni al rialzo sui salari; per le famiglie, invece, l'inflazione legata all'energia erode il reddito disponibile e può frenare i consumi di beni non energetici: il fatturato dei beni di consumo segnala infatti una contrazione annua del -1,4%.
| Voce | Variazione annua |
|---|---|
| Fatturato industriale (valore) | +5,3% |
| Fatturato industriale (volumi) | +1,5% |
| Servizi (valore) | +3,9% |
| Attività estrattive | +10,1% |
| Avanzo bilancia commerciale (2025) | 50,7 miliardi |
Prospettive per il secondo trimestre
Questi risultati arrivano alla vigilia della pubblicazione del Pil relativo al secondo trimestre: la maggiore dinamica dell'industria rispetto ai servizi potrebbe tradursi in una sorpresa al rialzo per la crescita nazionale, purché la tenuta della domanda interna non venga compromessa dall'inflazione energetica. Resta centrale il monitoraggio dei costi delle materie prime e dell'andamento dell'export nei prossimi mesi, soprattutto alla luce di fattori geopolitici che influenzano i mercati internazionali.
Nel complesso, i dati Istat disegnano uno scenario di ripresa a guida industriale, ma con elementi di fragilità che interessano consumi e potere d'acquisto delle famiglie.