Accuse di visite private durante l'orario di servizio: l'inchiesta
I carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione (NAS) di Taranto hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari a un dirigente medico in servizio presso un Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) della provincia di Brindisi. L'attività investigativa, svolta nell'ambito dei controlli sulle liste d'attesa e sull'attività intramuraria, ha portato a contestazioni di rilievo penale e amministrativo.
Le ipotesi di reato e le contestazioni
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, al professionista vengono attribuite le seguenti ipotesi di reato:
- Falso ideologico in atto pubblico;
- Truffa aggravata ai danni dello Stato;
- Falsa attestazione della presenza in servizio.
Le contestazioni si concentrano sull'esecuzione di prestazioni specialistiche a pagamento durante l'orario di servizio istituzionale, con tariffe che sarebbero arrivate fino a 100 euro a visita. In almeno un caso il medico avrebbe percepito direttamente somme dai pazienti senza rilasciare ricevuta fiscale e senza versare la relativa quota all'Azienda sanitaria.
Altre irregolarità contestate
Gli investigatori segnalano anche presunte pratiche volte a giustificare retroattivamente attività private svolte in orario di servizio, tra cui:
- falsificazione di referti medici con date non corrispondenti alla reale prestazione;
- uso improprio di personale sanitario impiegato nella struttura per attività private;
- omessa timbratura di uscita e successive timbrature in altro presidio o tramite dichiarazioni sostitutive considerate non veritiere.
| Voce | Valore contestato |
|---|---|
| Tariffa massima per visita privata | fino a 100 euro |
| Presunto danno patrimoniale all'ASL | circa 68.000 euro |
Reazione dell'Azienda sanitaria e conseguenze disciplinari
L'Azienda sanitaria locale è indicata come parte offesa nel procedimento e, come segnalato, ha già avviato i relativi procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti coinvolti. L'apertura di un procedimento disciplinare è il passo amministrativo che affianca la dimensione penale dell'indagine e può portare a sanzioni interne fino alla sospensione o al licenziamento, qualora le accuse trovassero riscontro.
Implicazioni per i pazienti e per la gestione delle liste d'attesa
Le contestazioni sollevano diverse questioni di interesse pratico per i cittadini della provincia:
- la regolarità delle prestazioni svolte nei servizi pubblici e la trasparenza nelle tariffe e nelle fatturazioni;
- l'eventuale impatto sulle liste d'attesa, se attività private svolte in orario di servizio hanno sottratto tempo e risorse alle prestazioni pubbliche;
- la fiducia degli utenti nei confronti delle strutture sanitarie e del personale medico.
Per gli assistiti che ritengono di essere stati coinvolti in prestazioni irregolari è consigliabile conservare documentazione e ricevute, consultare l'ASL per chiarimenti e, se necessario, rivolgersi ai canali istituzionali per segnalazioni e richieste di informazioni.
Prossimi passi dell'inchiesta
L'avviso di conclusione delle indagini preliminari non equivale a una sentenza: rappresenta la comunicazione formale che la fase istruttoria è stata portata a termine e che il fascicolo passa ora all'autorità giudiziaria per le decisioni successive, che possono includere l'archiviazione, la richiesta di rinvio a giudizio o altre misure. Saranno determinanti gli eventuali sviluppi processuali e gli esiti degli approfondimenti documentali e testimoniali.
Impatto locale: la vicenda richiama l'attenzione sulla necessità di vigilanza interna nelle strutture sanitarie e sulla tutela delle risorse pubbliche, oltre a sollevare interrogativi sull'organizzazione delle prestazioni e sul rapporto tra attività pubblica e privata a beneficio dei pazienti.