Una sagra che è memoria familiare e impegno collettivo
San Giorgio d'Albenga celebra quest'anno la 50ª edizione della Sagra del michettin, una manifestazione nata intorno a un impasto popolare che ha resistito al tempo grazie all'impegno di volontari e famiglie del borgo. L'evento, organizzato nelle aree della parrocchia di San Giorgio Martire, non è soltanto una festa gastronomica ma un punto di riferimento per la vita sociale della frazione e per la conservazione di una ricetta locale tramandata di generazione in generazione.
Il michettin si prepara con pochi ingredienti: farina, lievito, olio, latte, sale e patate. Tuttavia, dietro questa apparente semplicità si nasconde una preparazione che richiede precisione e mano esperta. A dirlo è il pronipote dell'ideatrice della ricetta, che sottolinea quanto sia facile compromettere il risultato con dosi non corrette.
«Se si sbagliano le dosi, viene fuori una poltiglia»
La sagra vede coinvolti ogni anno decine di volontari: i lavori iniziano all'alba con la sbucciatura delle patate e proseguono per tutta la giornata tra impasti, fritture e servizio ai tavoli. Secondo la ricostruzione fornita dalle famiglie, la pietanza ha origini lontane: l'impasto, nato come alimento semplice durante la Prima Guerra Mondiale, è diventato con il tempo una specialità della comunità di San Giorgio.
Un filo generazionale che si rinnova
La continuità è assicurata non solo dai volontari, ma anche dalla catena famigliare che custodisce la ricetta. Nella storia della preparazione si riconoscono nomi e volti: la «nonna Paolina», ideatrice del michettin, è ricordata come punto di riferimento; la madre e la nuora hanno mantenuto vivo il metodo, e oggi la giovane generazione si impegna a portare avanti la tradizione.
- Partecipazione diffusa: oltre 50 volontari coinvolti nelle operazioni di cucina e servizio.
- Trasmissione familiare: la ricetta è legata a una singola famiglia che ne conserva i segreti.
- Valore culturale: la sagra funge da momento di aggregazione e memoria per la frazione.
Impatto locale e sostenibilità della tradizione
Per gli abitanti, la sagra rappresenta un appuntamento fisso nel calendario estivo, capace di richiamare residenti e visitatori e di sostenere il tessuto associativo parrocchiale. Il coinvolgimento massiccio di volontari testimonia la capacità della comunità di organizzare eventi popolari che mantengono vive pratiche culinarie locali.
Allo stesso tempo, la complessità della preparazione del michettin pone una sfida per chi desideri riprodurlo fuori dal contesto della sagra: sono necessari metodo, esperienza e attenzione alle dosi. Per questo motivo la trasmissione orale dentro le famiglie e il lavoro pratico accanto ai più anziani rimangono strumenti essenziali per la conservazione della ricetta.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Volontari impegnati | Oltre 50 |
| Età della "bisnonna" ricordata | 103 anni |
| Età della nuora che cucinava fino a pochi anni fa | 92 anni |
| Età del pronipote che continua la tradizione | 32 anni |
La sagra del michettin è quindi un esempio di come una ricetta popolare possa trasformarsi in patrimonio immateriale di una comunità: attraverso il lavoro volontario, la memoria familiare e la partecipazione collettiva, una pietanza nata in tempi difficili continua a rappresentare un momento di identità e condivisione per San Giorgio d'Albenga.
Per chi volesse conoscere il michettin da vicino, la Sagra rimane il luogo migliore: non solo per assaggiare il prodotto autentico, ma anche per vedere all'opera le persone che custodiscono la tecnica e i piccoli accorgimenti che fanno la differenza tra un impasto riuscito e quello che, come avverte chi la prepara, diventa una poltiglia.