Un punto rosso sulla mappa pugliese
Nel rapporto 2026 di Goletta Verde emerge una criticità che riguarda direttamente la città di Barletta: la foce del Canale H risulta, tra i campioni prelevati lungo la costa pugliese, l’unico tratto classificato come «fortemente inquinato». Il monitoraggio regionale ha analizzato complessivamente 29 campioni, dei quali 27 rientrano nei limiti di legge e 2 superano le soglie previste per la qualità microbiologica delle acque.
Per la provincia di Barletta-Andria-Trani (Bat), gli altri punti esaminati non mostrano criticità: risultano nei limiti la foce del torrente Carmosina e quella del fiume Ofanto a Margherita di Savoia, così come la spiaggia Colonna in località Monastero a Trani e Ponte Lama a Bisceglie.
Cosa significa «fortemente inquinato»
La classificazione di Legambiente si basa su parametri microbiologici. Un punto è definito fortemente inquinato quando supera valori soglia indicativi di contaminazione fecale: oltre 400 enterococchi intestinali ogni 100 ml e/o oltre 1.000 Escherichia coli ogni 100 ml. Questi organismi, pur non essendo necessariamente patogeni di per sé, costituiscono indicatori di possibile presenza di reflui non trattati o di scarichi incontrollati.
Reazioni locali e richieste di chiarimento
La segnalazione riaccende la preoccupazione dei comitati e delle associazioni che da anni seguono la questione. Michele Cianci, presidente del Comitato Operazione Aria Pulita, ricorda la lunga serie di azioni intraprese e solleva dubbi sull’efficacia degli interventi finora realizzati.
«Da oltre dieci anni denunciamo questa criticità»,
Il Comitato chiede ora chiarimenti sul funzionamento dell’impianto deputato al trattamento delle acque del Canale H: se sia effettivamente entrato in funzione, se siano disponibili i collaudi e i dati di esercizio e quali ulteriori misure siano previste qualora la situazione non migliori.
Conseguenze pratiche per i cittadini
Il superamento delle soglie microbiologiche può avere ripercussioni dirette sulla fruizione della costa: possibili restrizioni alla balneazione, allerta sanitaria per l’uso ricreativo delle acque e necessità di comunicazioni ufficiali da parte di enti locali e autorità sanitarie. Per i residenti e i turisti, la priorità è conoscere tempestivamente gli esiti delle analisi e le eventuali ordinanze di divieto o raccomandazione.
- DatI principali: 29 campioni totali; 27 entro limiti; 2 oltre soglia (uno «inquinato» in provincia di Brindisi e uno «fortemente inquinato» a Barletta).
- Indicatori: enterococchi intestinali e Escherichia coli, con soglie rispettivamente a 400 e 1.000 per 100 ml.
- Richieste: chiarimenti su impianti, collaudi e piani di intervento.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Campioni analizzati (Puglia) | 29 |
| Campioni entro limiti | 27 |
| Campioni oltre soglia | 2 (di cui 1 «fortemente inquinato» a Barletta) |
| Soglie microbiologiche | >400 enterococchi/100 ml e/o >1.000 E. coli/100 ml |
Prossimi passi e ruolo delle istituzioni
La segnalazione impone alle amministrazioni locali e agli enti competenti di fornire risposte puntuali: pubblicazione dei dati analitici completi, verifica dell’operatività e dell’efficacia degli impianti di trattamento, eventuali sopralluoghi e interventi correttivi. Per i cittadini resta fondamentale seguire le comunicazioni ufficiali della Asl e dei Comuni riguardo alla balneabilità e alle misure precauzionali.
La presenza di un solo punto «fortemente inquinato» in Puglia non attenua la gravità del caso: si tratta di un indicatore che richiede approfondimenti immediati per tutelare la salute pubblica e la qualità ambientale del litorale barlettano.