Taranto — L'avvio della procedura telematica per l'Avviso pubblico volto a presentare progetti formativi per i lavoratori coinvolti da crisi occupazionale rappresenta un passaggio rilevante per il porto cittadino. L'iniziativa, promossa dalla Provincia nell'ambito del Protocollo JTF Portuali 2026, punta a finanziare percorsi di formazione e aggiornamento professionale rivolti ai dipendenti dell'ex Taranto Container Terminal (TCT), oggi inseriti nella Taranto Port Workers Agency e beneficiari dell'Indennità di Mancato Avviamento (IMA).
Un bacino di lavoratori da ricollocare
Il gruppo interessato è consistente: si tratta di circa 327 lavoratori provenienti dall'ex TCT, a cui si sommano coloro che in passato appartenevano ad altre realtà portuali ormai scomparse. La situazione di sospensione lavorativa perdura da oltre un decennio per molti di loro, con l'IMA che ha costituito un sostegno economico ma non una soluzione strutturale al problema dell'occupazione.
- Obiettivo: costruire corsi coerenti con le esigenze del porto e delle filiere emergenti (logistica, movimentazione merci, eolico offshore).
- Durata media corsi: circa 600 ore — un impegno rilevante che richiede tempo per essere completato.
- Scadenza IMA: prevista per il 31 dicembre 2026, elemento che rende stringente il calendario degli interventi.
Perché la formazione è cruciale
La formazione professionale è indicata come il principale strumento per favorire la ricollocazione: aggiornare il repertorio delle qualifiche e rendere i percorsi formativi attinenti alle nuove opportunità del porto sono passaggi indispensabili. Le organizzazioni sindacali locali hanno giocato un ruolo decisivo nel sollecitare risorse e aggiornamenti normativi; senza un'offerta formativa adeguata, la trasformazione delle competenze rischia di rimanere solo un proposito.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Numero stimato lavoratori ex TCT | 327 |
| Durata media dei corsi | ~600 ore |
| Scadenza IMA | 31 dicembre 2026 |
| Lavoratori assunti da Yilport finora | circa 120 |
Dal punto di vista pratico, la procedura telematica avviata il 3 luglio è il primo atto operativo che apre la presentazione dei progetti formativi: servirà ora coordinare soggetti formatori, enti locali, organizzazioni sindacali e soggetti del porto per trasformare le risorse disponibili in percorsi efficaci. La difficoltà principale resta la tempistica: corsi di ampia durata difficilmente potranno essere completati prima della scadenza dell'IMA senza una proroga.
Le possibili ricadute per la città
Una riuscita programmazione formativa può avere effetti positivi sulla tenuta sociale ed economica del territorio: maggiore occupazione stabile nel porto, sviluppo delle competenze per le attività legate all'indotto e all'energia offshore, e un contributo all'attrattività dello scalo per nuovi investimenti. Al contrario, una chiusura della finestra dell'IMA senza strumenti di reinserimento concreti potrebbe produrre tensioni sociali e prolungare la marginalità lavorativa di molte famiglie.
Per queste ragioni le organizzazioni sindacali chiederanno una proroga temporale di almeno due anni, per consentire il completamento dei percorsi formativi e aumentare le probabilità di reale ricollocazione. Nel frattempo, l'azione congiunta tra istituzioni e parti sociali rimane decisiva per trasformare l'avvio amministrativo di luglio in opportunità concrete per i lavoratori e per il porto di Taranto.