Milestone tecnica per il Passante AV sotto Firenze
Nuovo avanzamento per il nodo ferroviario di Firenze: le due frese meccaniche, denominate Iris e Marika, hanno completato lo scavo delle canne in lavorazione e sono entrate nel camerone della futura stazione dell’Alta Velocità. Si tratta di uno snodo rilevante in un progetto considerato strategico per il potenziamento della mobilità ferroviaria nazionale, sostenuto da un investimento complessivo pari a 2,7 miliardi di euro.
L’operazione, nota come “break-in”, arriva dopo un avanzamento di circa 3 chilometri per ciascuna TBM con partenza dal cantiere di Campo di Marte. L’accesso all’area della stazione consentirà ora la successiva traslazione delle macchine all’interno del camerone, passaggio che potrà avvenire per fasi, una volta completato il solettone di fondazione, in corso di realizzazione su porzioni differenziate.
Come procede il cantiere e cosa cambia per i residenti
Il cantiere della stazione AV procede con metodo di scavo top-down (dall’alto verso il basso). Proseguono gli approfondimenti del camerone fino a circa -25 metri dal piano campagna. In parallelo, la ripresa dello scavo verso nord per i rimanenti tratti – 2 chilometri per ciascuna galleria – è indicata tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Per Firenze e l’area metropolitana significa una fase di cantiere ancora prolungata, con le consuete implicazioni su viabilità locale e pianificazione urbana nelle aree interessate.
Il tracciato urbano del nuovo Passante si sviluppa per circa 8,35 km, di cui circa 7 km in sotterraneo, con due gallerie parallele a una profondità media intorno ai 20 metri. Gli innesti in superficie sono previsti a nord, tra Firenze Castello e Firenze Rifredi, e a sud, in prossimità di Campo di Marte. La configurazione complessiva è pensata per alleggerire i flussi di lunga percorrenza dal nodo di superficie, con benefici attesi sul traffico ferroviario metropolitano e regionale.
I protagonisti istituzionali e industriali
Al cantiere della stazione AV hanno partecipato, in occasione dell’abbattimento dei diaframmi, esponenti nazionali e locali e le principali società del gruppo ferroviario impegnate nell’opera. Tra i presenti: il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la Sindaca di Firenze Sara Funaro, il Prefetto Francesca Ferrandino, oltre ai vertici di Rete Ferroviaria Italiana, FS Engineering e Infrarail. La presenza istituzionale segnala la rilevanza strategica dell’intervento per la rete nazionale e per il sistema toscano della mobilità.
Dati di progetto in sintesi
| Voce | Dato |
|---|---|
| Investimento complessivo | 2,7 miliardi € |
| TBM | Iris e Marika |
| Avanzamento canne (fase attuale) | circa 3 km ciascuna |
| Metodo scavo stazione | Top-down |
| Profondità media gallerie | circa 20 m |
| Approfondimento camerone | fino a circa -25 m |
| Lunghezza Passante urbano | circa 8,35 km (di cui ~7 km in sotterraneo) |
| Ripartenza scavo verso nord | fine 2026 - inizio 2027 |
| Tratti emergenti | Firenze Castello–Rifredi (nord) e Campo di Marte (sud) |
Impatto locale e prossime fasi
L’opera mira a riorganizzare i flussi AV attraverso un passaggio sotterraneo dedicato, con l’obiettivo di liberare capacità sulla rete di superficie. Per i pendolari e i viaggiatori della provincia fiorentina, gli effetti più tangibili arriveranno con la messa in esercizio del collegamento, ma già oggi l’avanzamento delle gallerie rappresenta un passo concreto verso il completamento. Restano da considerare le fasi intermedie: lavorazioni strutturali all’interno del camerone, spostamento e ripartenza delle frese, e le attività di finitura e impiantistica che seguiranno.
- Accesso delle TBM nel camerone completato, propedeutico alla traslazione interna.
- Prosecuzione degli scavi di approfondimento e delle opere di fondazione.
- Ripresa dello scavo delle canne verso nord tra fine 2026 e inizio 2027.
Per la città, la continuità del cantiere comporta esigenze di coordinamento con i servizi urbani e la mobilità locale nelle aree toccate. L’orizzonte temporale indicato per la ripartenza delle frese verso nord suggerisce una programmazione pluriennale delle attività, con attenzione a mitigazioni e comunicazione verso i residenti. Il quadro complessivo, tuttavia, conferma la traiettoria del progetto e il raggiungimento di una fase operativa di rilievo.