Dante Ferretti torna a parlare di Macerata e lo fa con la consueta ironia tagliente. Al termine della conferenza di presentazione della mostra “Dante Ferretti – Bella imperfetta, io e Pasolini”, in programma a Gradara dal 3 agosto al 13 settembre, lo scenografo tre volte premio Oscar ha strappato un sorriso e, al tempo stesso, riaperto una discussione mai sopita sul rapporto con la sua città natale.
"Io sono nato a Macerata, purtroppo nessuno è perfetto"
La battuta che pesa come un giudizio
Una frase rapida, pronunciata in chiusura di una conferenza stampa molto partecipata, è bastata per riaccendere l’attenzione sul legame, non sempre semplice, tra l’artista e la comunità che lo ha visto nascere. L’occasione era la presentazione della personale che ricostruisce il rapporto di Ferretti con Pier Paolo Pasolini, iniziato – come ha ricordato lui stesso – quando era ancora adolescente, e che segna l’avvio di una carriera internazionale. Ma l’eco locale è immediata: quelle parole richiamano le tensioni dell’ultimo anno e rimettono al centro questioni irrisolte di politiche culturali cittadine.
Largo Beligatti: ferita aperta
Le reazioni si inseriscono nel solco delle polemiche seguite all’inaugurazione, lo scorso ottobre, del rinnovato Largo Beligatti, spazio pubblico dove sono state installate sculture ideate dallo stesso Ferretti. Allora lo scenografo non venne invitato alla cerimonia ufficiale, circostanza da lui stesso definita una mancanza istituzionale e che alimentò un confronto aspro tra amministratori e mondo culturale cittadino.
"In tanti anni non mi era mai capitata una cosa del genere... Mi addolora che sia successo proprio a Macerata, la mia città, la città dove sono nato e cresciuto... Non mi aspettavo di essere trattato così, forse do fastidio a qualcuno, ma davvero non riesco a capire perché"
A rendere più teso il clima contribuirono anche osservazioni sull’allestimento informativo dell’area, dove – ha rilevato Ferretti – figurava il nome di un regista con cui non aveva collaborato. Un episodio che, insieme al museo mai realizzato dedicato al maestro della scenografia, ha lasciato strascichi nel rapporto tra istituzioni e uno dei più illustri concittadini.
Mostra a Gradara, Macerata guarda e si interroga
La mostra “Bella imperfetta, io e Pasolini” rappresenta un appuntamento di rilievo per la regione, con un focus sul dialogo creativo tra Ferretti e Pasolini, iniziato quando l’artista aveva appena 18 anni. La collocazione dell’evento a Gradara, pur vicina, è un ulteriore stimolo alla riflessione per Macerata: come capitalizzare in modo continuativo su un patrimonio umano e professionale che altrove viene valorizzato con progettualità e visione?
- Patrimonio identitario: la figura di Ferretti è un asset culturale per l’intero territorio.
- Programmazione: serve una strategia stabile su spazi, contenuti e manutenzione della memoria pubblica.
- Relazioni istituzionali: il caso Largo Beligatti impone procedure trasparenti per cerimonie e riconoscimenti.
Le date chiave della vicenda
| Data | Evento |
|---|---|
| Ottobre (scorso anno) | Inaugurazione di Largo Beligatti con installazione delle sculture ideate da Ferretti; l'artista non è invitato alla cerimonia |
| 3 agosto – 13 settembre | Mostra “Dante Ferretti – Bella imperfetta, io e Pasolini” a Gradara |
Impatto locale e questioni aperte
L’uscita di queste ore riporta al centro la domanda su come Macerata intenda gestire il proprio capitale culturale. La città, che spesso rivendica una vocazione alla qualità della vita e agli investimenti culturali, non può permettersi fraintendimenti prolungati con un artista di statura internazionale. La vicenda di Largo Beligatti è divenuta emblema di un cortocircuito tra celebrazione pubblica e coinvolgimento delle personalità a cui quelle celebrazioni sono dedicate.
Senza aggiungere elementi polemici, la battuta di Ferretti funziona da promemoria: la reputazione di una comunità passa anche da gesti e attenzioni formali. E, sullo sfondo, resta il tema del museo dedicato: un’idea che periodicamente riaffiora ma che, allo stato, non ha trovato realizzazione. Per cittadine e cittadini, il punto non è tanto scegliere tra campanilismi o ironie, quanto comprendere se il territorio intende dotarsi di luoghi e progetti capaci di raccontare, con continuità, la propria eccellenza creativa.
Cosa significa adesso per Macerata
Nei prossimi mesi, l’attenzione regionale sulla mostra di Gradara potrà offrire una finestra utile per riannodare i fili. Rinnovare il dialogo con Ferretti, chiarire i passaggi istituzionali, definire percorsi condivisi su spazi, targhe, pannelli e narrazioni: sono azioni piccole ma decisive. Perché dietro uno slogan o una battuta c’è il lavoro quotidiano di una comunità che vuole riconoscersi nei propri protagonisti e nei luoghi che li ricordano.