Un settore che cambia: meno ambulanti, imprese più strutturate
Il quadro che emerge dal Rapporto 2026 dell'Ufficio Studi di Confcommercio e dai dati dell'Osservatorio dell'Economia della Camera di Commercio Ferrara-Ravenna descrive un commercio locale in trasformazione. Negli ultimi anni la provincia ha registrato una significativa diminuzione degli esercizi ambulanti: nel 2025 gli ambulanti attivi sono scesi a 407, pari a un calo del 38% rispetto al 2020. Parallelamente, il numero complessivo delle localizzazioni di commercio al 30 giugno 2026 è di 7.450, con una flessione del 3,5%, mentre gli addetti rimangono sostanzialmente stabili a circa 17.600 (-0,2%).
Questi numeri segnalano un cambiamento strutturale: meno punti vendita ma imprese mediamente più grandi e produttive, con una crescita dell'e-commerce e della forma societaria in capitale. Il risultato è una rete commerciale meno frammentata ma con conseguenze sulla vivacità dei centri storici e sull'offerta di prossimità, elementi importanti per la qualità della vita degli abitanti.
Fattori che pesano e opportunità per il territorio
Tra i fattori che influenzano il quadro locale compaiono le trasformazioni dei consumi, la demografia e la concorrenza della grande distribuzione. Il rapporto segnala anche come le vendite complessive del 2025 chiudano con un lieve incremento (+0,03%), trainate soprattutto dal settore alimentare e dalla grande distribuzione.
Un elemento di contesto per lo sviluppo provinciale è il recente via libera alla progettazione dell'ampliamento dell'autostrada A13 nel tratto Bologna-Ferrara: un investimento da 280 milioni di euro che comprende la realizzazione della terza corsia tra Bologna e Interporto e una corsia dinamica fino a Ferrara. Per gli operatori e le amministrazioni locali questa infrastruttura è vista come un'opportunità per migliorare i collegamenti e l'attrattività del territorio per imprese e consumatori.
Implicazioni locali e possibili interventi
Per i residenti e per chi opera nel commercio la tendenza al ridimensionamento degli esercizi ambulanti e del negozio di vicinato ha effetti concreti:
- riduzione dell'offerta commerciale nei quartieri e nelle piazze, con possibili ricadute sulla socialità e sui servizi di prossimità;
- concentrazione dell'occupazione in realtà più strutturate, che possono però avere sede fuori dal centro storico;
- necessità di politiche pubbliche e di incentivi per sostenere il commercio di vicinato, la rigenerazione urbana e l'accessibilità dei centri cittadini.
Il rapporto segnala anche un miglioramento del saldo tra iscrizioni e cessazioni d'impresa, elemento positivo che può favorire stabilità nel tempo se accompagnato da misure mirate di supporto. Tra queste, amministrazioni locali e associazioni di categoria valutano interventi su fiscalità locale, spazi per le attività commerciali temporanee e sostegno alla digitalizzazione delle imprese.
Dati chiave
| Voce | Valore | Variazione rispetto a 2020/anno precedente |
|---|---|---|
| Esercizi ambulanti (2025) | 407 | -38% vs 2020 |
| Localizzazioni commercio (30/06/2026) | 7.450 | -3,5% |
| Addetti | 17.600 | -0,2% |
| Vendite 2025 | — | +0,03% |
Per i cittadini della provincia la fotografia offerta dai rapporti indica scenari concreti: chi cerca prodotti tipici o servizi di vicinato potrebbe trovare un'offerta più concentrata in punti commerciali più grandi o nella grande distribuzione; gli ambulanti, parte integrante della tradizione e della vita delle piazze, registrano una perdita consistente nei numeri. Le amministrazioni locali sono chiamate a bilanciare sviluppo infrastrutturale e politiche di sostegno per evitare un progressivo impoverimento dell'offerta di prossimità.
In prospettiva, la sfida sarà conciliare l'aumento di produttività e la modernizzazione con misure che tutelino la vitalità dei centri storici e l'accessibilità dei servizi per tutte le fasce di popolazione.