Crisi alla chimica: stop alla linea e presidio sindacale
La direzione di Eni Versalis ha informato le Rsu del fermo totale dell’impianto di Brindisi, con decorrenza lunedì 13 luglio. La comunicazione ha innescato la reazione dei sindacati, che hanno dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori diretti e indiretti coinvolti.
Il provvedimento riguarda la linea di produzione di polietilene 1/2 e giunge in un momento già segnato da interlocuzioni istituzionali sul futuro del complesso chimico e della filiera locale. La decisione di fermare l’attività arriva a pochi giorni dalla manifestazione del 6 luglio per la posa della prima pietra della presunta gigafactory, episodio richiamato dai sindacati nella loro presa di posizione.
La Camera del Lavoro territoriale della Cgil e il coordinamento Industria sottolineano la gravità della situazione e rivolgono un appello alle istituzioni per avviare un confronto puntuale sulle prospettive occupazionali e industriali del territorio.
«Spente le luci della passerella della posa della prima pietra della Gigafactory, arriva la cruda realtà»
La frase, contenuta nella lettera inviata dal segretario generale della Cgil Brindisi, Massimo Di Cesare, al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e al prefetto di Brindisi, Guido Aprea, esprime la preoccupazione dei lavoratori per la tenuta dell’intero comparto e per le ricadute sull’indotto.
I sindacati chiedono che la Regione e il prefetto sollecitino il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) a convocare urgentemente il cosiddetto "Tavolo della Chimica" per verificare la possibilità di individuare un acquirente in grado di preservare la filiera. Nella missiva si richiama inoltre l’attenzione sulle vertenze aperte, tra cui quella relativa alla Basell, per la quale è previsto un tavolo il 17 luglio.
- Data di fermo: 13 luglio (fermo totale della linea polietilene 1/2)
- Sindacati: Cgil Brindisi ha dichiarato lo stato di agitazione
- Richieste: convocazione urgente del Tavolo della Chimica e attenzione alle vertenze dell'indotto
La mobilitazione annunciata interessa non solo i lavoratori diretti di Versalis ma anche l’ampia platea di dipendenti delle imprese degli appalti collegati alle attività del petrolchimico. Per la provincia di Brindisi, dove il settore chimico è storicamente centrale, il rischio di contraccolpi occupazionali e sociali è significativo.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Azienda | Eni Versalis |
| Impianto | Linea di polietilene 1/2 |
| Decorrenza fermo | 13 luglio |
| Azione sindacale | Stato di agitazione |
Le prossime ore saranno decisive per capire se si riesca ad attivare un percorso di confronto in grado di evitare chiusure definitive o, quantomeno, di definire strumenti di tutela per i lavoratori. I sindacati hanno espresso la richiesta che Prefettura, Regione e Mimit si coordinino per convocare le parti e valutare soluzioni che scongiurino la perdita di capacità produttiva e occupazionale nel territorio.
Per i cittadini e le comunità che gravitano attorno all’area industriale brindisina, l’esito di questa vertenza influirà non solo sull’occupazione diretta ma anche sull’economia locale legata agli appalti e ai servizi. Resta ora l’attesa delle risposte istituzionali e delle eventuali iniziative di mobilitazione annunciate.