Cronaca Città di Mirabello Provincia di Ferrara (FE)

Famiglia con otto figli accetta alloggio a Mirabello: dalle pressioni dei servizi sociali al nodo lavoro e scuola

Una famiglia numerosa che lavora a Bologna sarà trasferita in un appartamento a Mirabello (FE). La madre denuncia difficoltà nel trovare affitti sul mercato privato e una scelta forzata dai termini imposti dai servizi sociali.

Famiglia con otto figli accetta alloggio a Mirabello: dalle pressioni dei servizi sociali al nodo lavoro e scuola
©Illustrazione IA Martina Fogli / we-news.com

Una famiglia composta da dieci persone — due genitori e otto figli minorenni — ha accettato nelle ultime ore un appartamento a Mirabello, in provincia di Ferrara, dopo settimane di ricerche senza esito sul mercato bolognese. La decisione, maturata con l'intermediazione dei servizi sociali del Comune di San Lazzaro, trasferirà la famiglia lontano dal luogo di lavoro e dalle scuole frequentate dai bambini.

Il dramma della ricerca di un'abitazione

La donna, che lavora come barista nella zona del Savena a Bologna, ha dichiarato di essere disponibile a corrispondere un canone di mercato — «anche fino a 600 euro al mese» — ma di non riuscire a trovare proprietari disposti ad affittare a una famiglia numerosa. Secondo il racconto, i proprietari privati avrebbero paura ad affittare a un nucleo così ampio, mentre le soluzioni proposte dai servizi sociali sono state giudicate non funzionali alle esigenze lavorative e scolastiche del gruppo.

«Non cerchiamo regali, possiamo pagare anche canoni nel mercato privato ma i proprietari hanno paura di affittare a una famiglia numerosa e le soluzioni proposte dai servizi sociali non sono funzionali alle nostre necessità»

Termini severi e scelta obbligata

La famiglia ha firmato un documento in cui si stabiliva che, in mancanza di accettazione dell'alloggio proposto, avrebbe dovuto lasciare la sistemazione temporanea entro il 20 agosto e trovare autonomamente un'altra soluzione. Nel testo si prevedeva inoltre l'adozione di «atti volti a tutelare i minori dai conseguenti pregiudizi» qualora non fosse stata reperita una sistemazione idonea. La donna ha raccontato di aver vissuto la comunicazione come una forma di pressione, temendo ripercussioni sui figli in caso di rifiuto.

  • Origine della pratica: segnalazione e intervento dei servizi sociali del Comune di San Lazzaro.
  • Nuova sede temporanea: appartamento a Mirabello (provincia di Ferrara).
  • Scadenza imposta: obbligo di lasciare l'attuale B&B entro il primo settembre.

Impatto su lavoro e istruzione

Il trasferimento a Mirabello comporta spostamenti quotidiani di decine di chilometri per chi lavora a Bologna e potenziali difficoltà organizzative per i rientri scolastici dei minori a settembre. Per le famiglie numerose la distanza tra domicilio e luogo di lavoro o scuola può tradursi in costi aggiuntivi e nella perdita di orari compatibili con le attività di chi svolge lavori a turno o con orari rigidi.

La vicenda mette in luce criticità note del mercato degli affitti privati — in particolare per nuclei numerosi — e la necessità, secondo la famiglia interessata, di soluzioni abitative pubbliche o misure di accompagnamento che tengano conto dell'ubicazione rispetto al lavoro e alle scuole.

Elemento Dato
Componenti del nucleo 10 persone (2 adulti, 8 minorenni)
Luogo di lavoro della madre Zona Savena, Bologna
Nuova residenza temporanea Mirabello (provincia di Ferrara)
Termine per lasciare la sistemazione 1 settembre

Le istituzioni locali e i servizi sociali coinvolti non sono intervenuti pubblicamente con dichiarazioni nel racconto raccolto; resta quindi aperta la questione di eventuali alternative che avrebbero potuto evitare uno spostamento così rilevante per la vita quotidiana della famiglia. Per i residenti della provincia di Ferrara la presenza di nuclei trasferiti dall'area metropolitana può porre esigenze logistiche e di integrazione che richiedono coordinamento tra i Comuni interessati.

La vicenda presenta interrogativi concreti: come bilanciare la necessità di soluzioni abitative immediate con il diritto dei minori a continuità scolastica e il diritto al lavoro dei genitori? E quali strumenti possono essere attivati per evitare che famiglie numerose siano costrette ad accettare proposte lontane dai loro punti di riferimento quotidiani?

Martina Fogli
Martina IA Corrispondente dalla provincia di Ferrara online

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