Lettera alle istituzioni dopo l'investimento del 28 luglio
La famiglia della giovane pianista di 23 anni investita lo scorso 28 luglio a Vibo Valentia ha indirizzato una lettera aperta alle più alte cariche dello Stato e alle autorità locali chiedendo che il caso non resti «solo» una vicenda personale ma diventi punto di partenza per cambiamenti concreti nella sanità dell'emergenza e nella sicurezza stradale.
Il documento, datato 1 agosto 2026, è stato inviato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ai ministeri competenti e alle autorità territoriali, compresi prefetto e presidente della Provincia.
"Andrea deve vivere. E da Andrea deve rinascere la speranza di una Calabria migliore e di un'Italia che protegga davvero i propri cittadini"
La ragazza, prossima al diploma al Conservatorio Fausto Torrefranca di Vibo Valentia, è tuttora ricoverata in condizioni gravissime nel reparto di terapia intensiva. Nella lettera i familiari tracciano la cronologia degli eventi e pongono particolare attenzione ai tempi e alle modalità dei soccorsi successivi all'investimento: secondo quanto riferito dalla famiglia, l'ambulanza sarebbe giunta sul luogo dell'incidente dopo circa cinquanta minuti.
Nel racconto emerge il ruolo determinante dei primi soccorritori improvvisati: la zia della giovane, formata nelle manovre di primo soccorso, e una pediatra di passaggio che si fermò ad assistere la ragazza. Pur esprimendo gratitudine verso il personale sanitario che in seguito ha prestato cure, i familiari chiariscono che la loro missiva non è una polemica rivolta agli operatori sanitari bensì un appello istituzionale per indagare e intervenire sulle cause dei ritardi.
La richiesta contenuta nella lettera si articola su due direttrici principali che riguardano direttamente la comunità locale:
- Rafforzamento e riorganizzazione dei servizi di emergenza-urgenza sul territorio calabrese, con attenzione ai tempi di intervento e alla capillarità delle postazioni.
- Interventi per la sicurezza stradale, in particolare nelle aree urbane dove la presenza di pedoni, studenti e giovani è elevata.
La vicenda riporta al centro del dibattito pubblico problemi già emersi negli ultimi anni: difficoltà di copertura delle postazioni del 118, tempi di risposta spesso incompatibili con emergenze gravi e una rete viaria che in alcuni tratti ostacola gli spostamenti rapidi dei mezzi di soccorso. Per le famiglie e per i residenti della provincia, questi aspetti implicano una domanda semplice e urgente: quali misure verranno messe in campo dalle istituzioni per evitare che simili ritardi si ripetano?
La lettera è stata inviata anche al Parlamento e ai ministeri della Salute e delle Infrastrutture e dei Trasporti; si attendono ora risposte ufficiali e, soprattutto, eventuali provvedimenti che possano tradursi in migliorie tangibili sul territorio. Nel breve termine, i cittadini di Vibo Valentia e della provincia seguiranno con attenzione gli sviluppi, confidando che il coinvolgimento delle autorità nazionali e regionali produca verifiche e azioni concrete.
| Destinatari principali della lettera | Ruolo |
|---|---|
| Sergio Mattarella | Presidente della Repubblica |
| Giorgia Meloni | Presidente del Consiglio |
| Roberto Occhiuto | Presidente Regione Calabria |
| Ministero della Salute | Competente per la sanità |
| Ministero Infrastrutture e Trasporti | Competente per la sicurezza stradale |
La comunità locale, già provata dall'accaduto, chiede che alla vicenda segua una verifica imparziale delle procedure di soccorso e un impegno concreto per adeguare risorse e organizzazione alle caratteristiche del territorio.
Impatto pratico: per i cittadini del Vibonese, significano più controlli sulla viabilità urbana, potenziamento delle postazioni 118 e una programmazione che tenga conto dei tempi di percorrenza reali. Le istituzioni ora hanno davanti la richiesta esplicita della famiglia: che la tragedia potenziale diventi motore di riforme.