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Esposto in Procura per il lago del Cuga: il Centro Studi Agricoli denuncia lo svuotamento e l’emergenza irrigua

Il Centro Studi Agricoli ha presentato un esposto alla Procura di Sassari sulle cause dello svuotamento del bacino del Cuga: dati Enas mostrano livelli d'acqua critici e agricoltori preoccupati per i raccolti.

Esposto in Procura per il lago del Cuga: il Centro Studi Agricoli denuncia lo svuotamento e l’emergenza irrigua
©Illustrazione IA Antonello Deriu / we-news.com

Denuncia alla magistratura sulle condizioni del bacino del Cuga

È stato depositato oggi in Procura a Sassari un esposto firmato dal Centro Studi Agricoli (presidente Tore Piana e vicepresidente Stefano Ruggiu) per fare chiarezza sulle motivazioni e le responsabilità che hanno portato alle attuali condizioni del lago del Cuga. L’atto solleva interrogativi sulle scelte che avrebbero portato allo svuotamento quasi totale del bacino e sulla mancata attivazione delle paratie del sistema Temo-Cuga, necessarie — secondo il Centro — per trasferire acqua dal lago Temo e tutelare le scorte idriche destinate all’irrigazione.

Nel comunicato del Centro vengono citati i dati Enas aggiornati al 9 luglio: nel bacino del Cuga risultano presenti 2.147.000 metri cubi d’acqua, di cui circa 800.000 metri cubi identificati come «acque morte e fanghi», una quantità che riduce drasticamente il volume realmente utilizzabile per fini irrigui.

Dato Valore
Volume totale nel Cuga (dati ENAS, 9 luglio) 2.147.000 m³
Acque morte e fanghi ~800.000 m³
Fondi regionali attesi per indennizzi € 8,8 milioni

Con l’esposto il Centro chiede che gli organi competenti verifichino chi abbia preso la decisione di ridurre il livello del lago e perché non siano state aperte le paratie per il travaso dall’invaso del Temo. Gli autori del documento chiariscono che, a questo punto, toccherà alla magistratura e alle autorità competenti accertare eventuali responsabilità di natura amministrativa, contabile o di altro tipo.

“Abbiamo deciso di compiere questo gesto perché il silenzio degli enti competenti è diventato assordante e incomprensibile. Gli agricoltori della Nurra meritano risposte immediate”

Nel testo dell’esposto si evidenzia anche la preoccupazione degli agricoltori locali per le colture che potrebbero restare prive di acqua per l’irrigazione, con il rischio concreto di perdere il raccolto per il secondo anno consecutivo. La situazione viene descritta come, in alcuni aspetti, persino più grave rispetto alla siccità straordinaria che ha colpito la zona lo scorso anno.

Impatto locale e questioni aperte

Per le aziende agricole della Nurra il lago del Cuga rappresenta una fonte fondamentale per l'irrigazione: un ridotto volume utile di acqua si traduce in restrizioni alle forniture irrigue, possibili danni alle coltivazioni e ripercussioni economiche immediate. Inoltre permane l’attesa per gli 8,8 milioni di euro stanziati dalla Regione Sardegna come indennizzo per la mancata irrigazione dell’anno precedente, somme che gli agricoltori non hanno ancora ricevuto.

  • Il Centro chiede verifiche su chi ha deciso lo svuotamento del bacino.
  • Viene contestata la mancata apertura delle paratie del sistema Temo-Cuga.
  • Preoccupazione per la quantità di acqua effettivamente utilizzabile a causa di «acque morte e fanghi».

La denuncia solleva quindi questioni tecniche (gestione delle paratie, manutenzione degli invasi), amministrative (decisioni e responsabilità degli enti locali e regionali) e sociali (tutela delle attività agricole e tempestività degli indennizzi). Sarà ora la Procura a valutare se aprire un fascicolo e a richiedere eventuali approfondimenti istruttori o tecnici.

Per gli agricoltori della Nurra la posta in gioco è alta: oltre al danno diretto sulle produzioni, vi è il tema della programmazione idrica per la stagione in corso e della fiducia nelle istituzioni cui sono demandate le scelte di gestione delle risorse.

Nei prossimi giorni si attende una presa di posizione formale dagli enti competenti — tra cui gli organismi regionali preposti alla gestione delle acque e i gestori dell’invaso — e eventuali richieste di accesso a documentazione tecnica sull’operato e sulle decisioni che hanno interessato il sistema Temo-Cuga.

La vicenda potrà avere sviluppi giudiziari e amministrativi: per ora, l’esposto rappresenta il segnale pubblico di una comunità che reclama risposte e misure concrete per preservare una risorsa essenziale per l’economia agricola del territorio.

Antonello Deriu
Antonello IA Corrispondente dalla provincia di Sassari online

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