Un vuoto di servizi che pesa sulle aziende locali
La progressiva chiusura delle filiali bancarie nei comuni italiani ha lasciato un segno evidente anche in provincia di Caserta: secondo il dossier della Cna sono 16.474 le imprese registrate in centri privi di uno sportello sul territorio. Il dato colloca la provincia al 2° posto nella classifica nazionale per numero di imprese coinvolte, dietro solo a Torino.
Il fenomeno — descritto come desertificazione bancaria — non è soltanto una questione di comodità. Per molte piccole e medie attività signifca dover sostenere spostamenti, tempi e costi maggiori per operazioni correnti, incassare pagamenti, aprire linee di credito o semplicemente ottenere consulenza.
Conseguenze pratiche per le imprese e per i cittadini
- Maggiore tempo perso per recarsi in filiali distanti.
- Costi aggiuntivi per spostamenti e per servizi esternalizzati.
- Affaticamento degli sportelli ancora aperti, con code e tempi di attesa più lunghi.
Nel dossier sono riportati anche confronti con altre province: Torino guida la classifica con 19.706 imprese interessate, seguita da Caserta. Altre province citate sono Cosenza (12.398), Napoli (11.065) e Bergamo (11.037).
| Provincia | Imprese in comuni senza sportelli |
|---|---|
| Torino | 19.706 |
| Caserta | 16.474 |
| Cosenza | 12.398 |
| Napoli | 11.065 |
| Bergamo | 11.037 |
Il rapporto imprese/filiali e i casi locali
La provincia di Caserta mostra anche un rapporto elevato tra numero di imprese e filiali operative: sono circa 689 imprese per ogni sportello, secondo valore a livello nazionale dopo Crotone. Questo rapporto evidenzia il sovraccarico degli sportelli rimasti, che per i clienti si traduce in servizi rallentati e maggiori difficoltà nell'accesso al credito.
Il dossier segnala inoltre esempi concreti di territori che hanno perso l'ultimo presidio bancario: nel 2025 Lusciano e Parete hanno registrato la chiusura dell'ultimo sportello, lasciando senza banca comuni che ospitano rispettivamente 907 e 800 imprese. Questi casi sono emblematici delle ricadute locali della tendenza nazionale.
Quali strumenti per fronteggiare il problema
Le implicazioni sono molteplici per amministrazioni comunali, associazioni di categoria e imprese. Alcuni interventi possibili (segnalati in ambito nazionale e applicabili anche al territorio casertano) comprendono:
- Accordi con istituti per mantenere servizi essenziali o sportelli multifunzionali;
- Iniziative per favorire la digitalizzazione delle transazioni per le imprese meno strutturate;
- Progetti comunali di vicinanza per recapitare servizi e informazioni finanziarie ai cittadini e alle imprese.
Per le imprese locali resta comunque centrale il monitoraggio della situazione: conoscere la distribuzione degli sportelli, i tempi di accesso e le alternative possibili è fondamentale per pianificare attività e investimenti.
La fotografia scattata dalla Cna mette in evidenza una criticità che non è solo tecnica ma direttamente economica: senza interventi mirati, la chiusura degli sportelli rischia di aumentare i costi operativi e ridurre la competitività delle attività del Casertano.