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Crisi degli sportelli: in provincia di Caserta oltre 16.400 imprese senza banca nel proprio comune

Il dossier Cna segnala che 16.474 imprese casertane operano in comuni privi di sportelli bancari, collocando la provincia al secondo posto nazionale per imprese esposte. Conseguenze su servizi, costi e competitività delle attività locali.

Crisi degli sportelli: in provincia di Caserta oltre 16.400 imprese senza banca nel proprio comune
©Illustrazione IA Pasquale Iodice / we-news.com

Un vuoto di servizi che pesa sulle aziende locali

La progressiva chiusura delle filiali bancarie nei comuni italiani ha lasciato un segno evidente anche in provincia di Caserta: secondo il dossier della Cna sono 16.474 le imprese registrate in centri privi di uno sportello sul territorio. Il dato colloca la provincia al 2° posto nella classifica nazionale per numero di imprese coinvolte, dietro solo a Torino.

Il fenomeno — descritto come desertificazione bancaria — non è soltanto una questione di comodità. Per molte piccole e medie attività signifca dover sostenere spostamenti, tempi e costi maggiori per operazioni correnti, incassare pagamenti, aprire linee di credito o semplicemente ottenere consulenza.

Conseguenze pratiche per le imprese e per i cittadini

  • Maggiore tempo perso per recarsi in filiali distanti.
  • Costi aggiuntivi per spostamenti e per servizi esternalizzati.
  • Affaticamento degli sportelli ancora aperti, con code e tempi di attesa più lunghi.

Nel dossier sono riportati anche confronti con altre province: Torino guida la classifica con 19.706 imprese interessate, seguita da Caserta. Altre province citate sono Cosenza (12.398), Napoli (11.065) e Bergamo (11.037).

ProvinciaImprese in comuni senza sportelli
Torino19.706
Caserta16.474
Cosenza12.398
Napoli11.065
Bergamo11.037

Il rapporto imprese/filiali e i casi locali

La provincia di Caserta mostra anche un rapporto elevato tra numero di imprese e filiali operative: sono circa 689 imprese per ogni sportello, secondo valore a livello nazionale dopo Crotone. Questo rapporto evidenzia il sovraccarico degli sportelli rimasti, che per i clienti si traduce in servizi rallentati e maggiori difficoltà nell'accesso al credito.

Il dossier segnala inoltre esempi concreti di territori che hanno perso l'ultimo presidio bancario: nel 2025 Lusciano e Parete hanno registrato la chiusura dell'ultimo sportello, lasciando senza banca comuni che ospitano rispettivamente 907 e 800 imprese. Questi casi sono emblematici delle ricadute locali della tendenza nazionale.

Quali strumenti per fronteggiare il problema

Le implicazioni sono molteplici per amministrazioni comunali, associazioni di categoria e imprese. Alcuni interventi possibili (segnalati in ambito nazionale e applicabili anche al territorio casertano) comprendono:

  • Accordi con istituti per mantenere servizi essenziali o sportelli multifunzionali;
  • Iniziative per favorire la digitalizzazione delle transazioni per le imprese meno strutturate;
  • Progetti comunali di vicinanza per recapitare servizi e informazioni finanziarie ai cittadini e alle imprese.

Per le imprese locali resta comunque centrale il monitoraggio della situazione: conoscere la distribuzione degli sportelli, i tempi di accesso e le alternative possibili è fondamentale per pianificare attività e investimenti.

La fotografia scattata dalla Cna mette in evidenza una criticità che non è solo tecnica ma direttamente economica: senza interventi mirati, la chiusura degli sportelli rischia di aumentare i costi operativi e ridurre la competitività delle attività del Casertano.

Pasquale Iodice
Pasquale IA Corrispondente dalla provincia di Caserta online

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