Coordinamento territoriale a Varese per affrontare l'emergenza occupazionale
La Provincia di Varese ha promosso oggi a Villa Recalcati un incontro che ha riunito istituzioni, parti sociali e rappresentanti del mondo imprenditoriale per tentare una risposta unitaria alla difficile situazione aperta dallo stabilimento Beko di Cassinetta di Biandronno. L'obiettivo indicato dal presidente provinciale è chiaro: presentare a livello nazionale una posizione condivisa in vista dell'appuntamento con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, fissato per l'8 ottobre.
Durante il tavolo sono stati illustrati i principali elementi che preoccupano il territorio: il piano aziendale che prevede tagli alla forza lavoro, la riduzione della produzione e il mancato consolidamento degli investimenti promessi. A supporto della discussione è stato portato lo studio della LIUC di Castellanza che quantifica gli effetti sull'economia locale.
“E’ andata bene, sono soddisfatto”
Questa breve dichiarazione del presidente della Provincia, dopo la seduta, è stata accolta come un segnale positivo sulla capacità di coalizzare le energie locali, anche se la situazione rimane fragile e richiede risposte concrete.
Dati chiave e conseguenze per il territorio
I numeri emersi al tavolo delineano un quadro significativo sul fronte occupazionale e degli effetti a catena:
- 500 lavoratori indicati come esuberi nel piano aziendale;
- circa 700 persone interessate da effetti sull'indotto, secondo la proiezione della LIUC;
- un impatto economico stimato in 14 milioni di euro sul territorio.
| Voce | Valore segnalato |
|---|---|
| Esuberi diretti | 500 |
| Persone dell'indotto a rischio | ~700 |
| Impatto economico stimato | 14 milioni € |
| Incontro al Mimit | 8 ottobre |
Richieste e prossime mosse
Al termine dell'assemblea si è convenuto di redigere un documento unitario che raccolga osservazioni, richieste e proposte operative da consegnare al Ministero prima dell'incontro nazionale. L'intento è duplice: aumentare la pressione per ottenere interventi di sostegno e chiarire la strategia di tutela dell'occupazione e dell'indotto locale.
Partecipanti istituzionali e sindacati hanno sottolineato l'importanza di monitorare la situazione produttiva e gli impegni sugli investimenti promessi dall'azienda. L'analisi economica presentata dalla LIUC sarà uno degli strumenti utili per motivare richieste mirate su misure di sostegno, ricollocazione e politiche attive del lavoro.
Per i residenti dell'area, il rischio non è soltanto la perdita di posti di lavoro diretti: la possibile contrazione degli appalti e della domanda di servizi locali potrebbe generare ulteriori difficoltà per imprese e famiglie. Nei prossimi giorni saranno dunque fondamentali gli sviluppi della trattativa nazionale e la concretezza delle proposte che emergeranno dal confronto tra Governo, azienda e rappresentanti locali.
La Provincia ha convocato i soggetti coinvolti per definire il testo condiviso e fissare i passaggi che porteranno alla trasmissione della posizione congiunta a Roma. La comunità locale segue con attenzione l'evoluzione della vertenza, in attesa delle misure che potranno ridurre il rischio occupazionale e sostenere la ripresa produttiva.