Un'area pensata per lo sport che rischia di trasformarsi in un relitto urbano
Il centro sportivo Belvedere, in via Longoni, mostra oggi immagini di evidente abbandono che contraddicono le ambizioni iniziali del progetto: la trasformazione dell'area in una «città del rugby» con strutture per il pattinaggio, l'arrampicata e altre attività. Quanto era stato realizzato è ormai esposto al degrado: residui di cantiere, vegetazione spontanea e opere incomplete caratterizzano il sito, suscitando preoccupazione tra i residenti e gli utenti potenziali.
Del programma originario rimangono alcuni esiti del primo lotto, ma anche questi appaiono già compromessi dal mancato completamento delle fasi successive. Il primo lotto, finanziato con 996mila euro, ha portato alla posa di un nuovo manto sintetico sul campo da rugby e alla sistemazione di un segmento della pista di pattinaggio, oggi però invaso da erbe e segni di incuria.
Il nodo politico e amministrativo riguarda il secondo lotto, previsto per un importo di 4,6 milioni di euro, che non è stato attuato. L'assenza delle opere finanziate nel lotto 2 lascia sul terreno aree inutilizzate, materiali accatastati e la sospensione di interventi che avrebbero dovuto restituire spazi fruibili ai cittadini.
- Opere realizzate: nuovo manto sintetico del campo da rugby; porzione di pista di pattinaggio in asfalto.
- Opere non realizzate o incomplete: riqualificazione campi da tennis; palestra di arrampicata; interventi previsti nel lotto 2.
- Conseguenze pratiche: degrado ambientale, utilizzo ridotto delle strutture, malcontento dei residenti.
I residenti incontrati in prossimità del cantiere denunciano lo stato di abbandono e l'uso dell'area come deposito di materiali. Segnalano inoltre che parti già realizzate mostrano segni di incuria e mancata manutenzione, con arbusti che spuntano dal campo sintetico e ondulazioni sull'asfalto della pista di pattinaggio.
"riqualificazione dell’area occupata dai campi da tennis con realizzazione di un nuovo campo da rugby (prima fase lotto 2)"
Il mancato avvio del secondo lotto non riguarda solo l'aspetto estetico: si tratta di investimenti pubblici attesi per servizi sportivi e ricreativi che, se realizzati, avrebbero ampliato l'offerta per giovani, associazioni sportive e famiglie. La mancata attuazione rischia di privatizzare, de facto, il valore di finanziamenti già progettati e di lasciare un patrimonio pubblico in stato di degrado.
Sul piano amministrativo restano da chiarire tempistiche e responsabilità: non sono indicate date certe per la ripresa dei lavori né impegni pubblici aggiornati che possano rassicurare la cittadinanza. L'incertezza alimenta la frustrazione di chi aveva riposto aspettative nel progetto e teme che l'area possa diventare una fonte di rischio e degrado invece che un centro sportivo attivo.
Per la città di Como si tratta di un tema che interseca pianificazione urbanistica, gestione del verde pubblico, sicurezza e opportunità sportive. La priorità per i residenti è la definizione di un cronoprogramma credibile e una presa in carico chiara da parte degli enti competenti per evitare che quanto già speso diventi vano e che il Belvedere perda definitivamente la possibilità di essere uno spazio vivibile e utile alla comunità.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Primo lotto (realizzato parzialmente) | 996.000 € |
| Secondo lotto (non realizzato) | 4.600.000 € |