Critiche e richieste di dimissioni dopo lo sciopero degli autisti
Il trasporto pubblico locale torna a essere al centro del dibattito politico a Latina. A seguito dello sciopero improvviso degli autisti e della diffida emessa dal Comune nei confronti di Csc Mobilità, i gruppi consiliari di opposizione — Lbc, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Per Latina 2032 — hanno rivolto un attacco diretto all'assessore ai Trasporti, Gianluca Di Cocco, chiedendone le dimissioni per responsabilità nella gestione del servizio.
Secondo i consiglieri di minoranza, la situazione attuale non è il risultato di fatti isolati ma di una crisi protratta nel tempo: corse soppresse, ritardi sistematici, mezzi senza aria condizionata e dispositivi di bordo malfunzionanti sono segnali di una gestione che non avrebbe saputo tradurre annunci politici in miglioramenti concreti per utenti e lavoratori.
- Sciopero improvviso degli autisti e migliaia di cittadini coinvolti;
- Diffida del Comune a Csc Mobilità;
- Procedura di mobilità che riguarda dieci lavoratori;
- Critiche sulle risorse regionali stanziate e non utilizzate.
Le opposizioni richiamano in particolare le risorse stanziate dalla Regione Lazio, sostenendo che parte degli stanziamenti non sarebbero mai giunti effettivamente alla disponibilità del Comune. Nel documento congiunto si fa riferimento a 1 milione di euro aggiuntivo previsto per il bilancio regionale del 2024 e a 2 milioni previsti per il 2025, somme che, secondo i firmatari, Latina non avrebbe potuto utilizzare mentre altri capoluoghi avrebbero beneficiato di incrementi più consistenti.
«possiamo dire che quella crisi è definitivamente esplosa»
La nota delle forze di opposizione ricorda inoltre quanto emerso nella commissione Trasporti del 16 luglio, quando l'assessore Di Cocco aveva annunciato l'imminente arrivo della determina regionale necessaria a trasferire ulteriori fondi. Per i consiglieri, tuttavia, annunci e promesse non hanno corrisposto a miglioramenti tangibili del servizio.
La vicenda presenta ricadute concrete per i cittadini della provincia: il funzionamento irregolare delle corse incide sulla mobilità quotidiana — spostamenti casa-lavoro, accesso ai servizi, studenti — e alimenta incertezza tra gli stessi lavoratori del settore interessati dalla procedura di mobilità. Sul piatto restano inoltre questioni amministrative e contabili legate all'utilizzo dei fondi regionali e alla capacità del Comune di gestire la convenzione con il gestore del servizio.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Risorse regionali 2024 | 1 milione di euro |
| Risorse regionali 2025 | 2 milioni di euro (previsti) |
| Lavoratori coinvolti | 10 (procedura di mobilità) |
Al centro della controversia restano elementi che proseguiranno probabilmente sul piano politico e amministrativo: la verifica dell'effettiva disponibilità e dell'utilizzo dei fondi regionali, l'esito della diffida comunale a Csc Mobilità e le eventuali iniziative sindacali o delle istituzioni per garantire la continuità del servizio. Per gli abitanti di Latina, la priorità rimane che il trasporto pubblico torni a funzionare in modo regolare e sicuro, con risposte chiare sia sui livelli di servizio sia sulla tutela dei lavoratori impiegati.
I gruppi di opposizione hanno formalizzato la propria posizione con una nota congiunta; resta da vedere quale sarà la reazione dell'amministrazione e dell'assessore Di Cocco alle richieste di dimissioni e se le procedure amministrative e gli interventi della Regione porteranno a un rapido miglioramento della situazione.