Un quadro sfumato: tra timori e voglia di comunità
Una ricerca realizzata da due studentesse del corso di Sociologia dei processi culturali dell'Istituto europeo di design (IED) di Cagliari restituisce un’immagine complessa di piazza del Carmine. Attraverso interviste a passanti e una mappa partecipativa, lo studio ha raccolto 55 testimonianze dirette per comprendere come viene vissuto uno dei luoghi centrali del capoluogo, recentemente al centro di servizi giornalistici che ne hanno fotografato degrado e insicurezza.
Il lavoro, condotto da Antonella Caria e Manuela Lonis e svolto sotto la supervisione della docente Giulia Grecu, utilizza un approccio etnografico: ai cittadini è stato chiesto di lasciare impressioni e ricordi su post‑it colorati posizionati su una mappa A0 della piazza.
Risultati numerici e lettura
I dati, pur riferiti a un campione ridotto, mostrano come la percezione non sia univocamente negativa. Secondo l’elaborazione delle studentesse:
- 27% degli intervistati ha dichiarato sensazioni di ansia e paura;
- 10% ha espresso rabbia;
- 50% ha scelto parole legate alla speranza e alla gioia, con richieste di riappropriazione e di bellezza.
| Voce | Percentuale |
|---|---|
| Ansia/paura | 27% |
| Rabbia | 10% |
| Speranza/gioia | 50% |
“Visti i recenti fatti di cronaca e la narrazione mediatica (anche nazionale) che spesso descrive la piazza esclusivamente come un luogo ostile e degradato fuori controllo, abbiamo voluto indagare la ‘realtà vissuta’ da chi frequenta l’area quotidianamente”
Implicazioni per la città
I risultati sottolineano una doppia esigenza: da un lato, la presenza di preoccupazioni reali legate alla sicurezza e alla qualità percepita dello spazio pubblico; dall’altro, un marcato desiderio di rigenerazione e comunità. Numerosi intervistati richiamano l'immagine di una piazza un tempo più vissuta e la volontà di rivederla fiorire attraverso iniziative culturali, spazi di aggregazione e interventi estetici.
Per l'amministrazione comunale, per le associazioni di quartiere e per gli operatori culturali di Cagliari questi elementi rappresentano indicazioni concrete: non si tratta solo di contrastare il degrado, ma di favorire processi partecipativi che restituiscano funzioni e senso di appartenenza allo spazio.
Limiti e attenzione metodologica
Le autrici stesse indicano il carattere esplorativo dello studio: il campione è di 55 persone e le conclusioni non possono essere estese automaticamente all'intera popolazione. Tuttavia, il lavoro fornisce spunti qualitativi utili per comprendere vissuti, aspettative e possibili linee di intervento.
In una città dove la riconquista degli spazi urbani è spesso al centro del dibattito pubblico, la ricerca offre un punto di osservazione diretto dai frequentatori della piazza: non solo paura, dunque, ma anche volontà di cura e di riappropriazione. Per i residenti del quartiere la sfida resta quella di trasformare questa domanda di bellezza e comunità in progetti sostenibili e condivisi.