Ricerca locale per salvaguardare qualità e resa dei vigneti montani
Due studi condotti dal gruppo di Ecofisiologia dei sistemi arborei della Libera Università di Bolzano indicano misure concrete per aiutare la viticoltura di montagna ad affrontare l'aumento delle temperature e le siccità più frequenti. Le ricerche, pubblicate rispettivamente su Scientia Horticulturae e sull'Australian Journal of Grape and Wine Research, focalizzano l'attenzione su tecniche che possono preservare la qualità delle uve e la tipicità dei vini altoatesini.
Le strategie individuate comprendono interventi sulle pratiche di irrigazione, la scelta di cultivar più resistenti allo stress idrico e l'impiego di tecniche agronomiche in grado di ritardare la maturazione degli acini, fenomeno che rischia di portare a vini eccessivamente alcolici e con scarsa acidità.
Misure sperimentate e limiti locali
- Antitraspirante naturale (pinolene): il primo studio ha valutato l'effetto del pinolene, derivato dalle resine di conifera, trovando che può posticipare la maturazione di circa dieci giorni.
- Irrigazione mirata: monitorare e intervenire nei momenti chiave dello sviluppo degli acini appare cruciale per contenere gli effetti della siccità.
- Scelta varietale: la ricerca su Sauvignon Blanc e Chardonnay mostra che la resistenza allo stress idrico varia tra le varietà; lo Chardonnay si è dimostrato più resistente rispetto al Sauvignon Blanc.
Gli autori mettono però in guardia sull'applicabilità uniforme delle soluzioni: nelle vigne di montagna le precipitazioni estive possono dilavare prodotti applicati sulla vegetazione, rendendo necessari interventi calibrati sulle specificità di ogni vigneto.
"Non esiste una soluzione universale", spiega Damiano Zanotelli, docente di coltivazioni arboree a unibz. "L'adattamento passerà attraverso la combinazione di più strategie, calibrate sulle caratteristiche del singolo vigneto per continuare a produrre vini di qualità e legati al territorio".
Implicazioni per la provincia di Bolzano
Per i produttori altoatesini le indicazioni degli studi rappresentano strumenti utili per pianificare interventi che mantengano resa e standard qualitativi. In particolare, emerge che una carenza d'acqua nelle prime fasi di sviluppo degli acini ha un impatto più forte sulla produzione rispetto a una siccità tardiva: questo orienta la gestione dell'irrigazione e le priorità negli investimenti in infrastrutture idriche e sistemi di monitoraggio.
Le scelte varietali, insieme a tecniche come il ritardo della maturazione, influiscono anche sulla capacità dei viticoltori di preservare gli stili enologici tipici dell'Alto Adige. L'adozione condivisa di pratiche adattative richiederà però valutazioni caso per caso, supporto tecnico e, dove necessario, adeguamenti normativi e di incentivazione per favorire gli investimenti sostenibili.
| Elemento | Risultato evidenziato |
|---|---|
| Pinolene | Ritardo della maturazione di circa 10 giorni |
| Stress idrico precoce | Riduzione della resa più marcata rispetto alla siccità tardiva |
| Confronto varietale | Chardonnay più resistente del Sauvignon Blanc |
Le raccomandazioni del gruppo di Ecofisiologia sottolineano la necessità di sperimentazioni locali e piani di gestione che tengano conto della variabilità di microclima, altitudine e suoli. Per i consumatori e gli operatori del territorio, il mantenimento della qualità dei vini altoatesini passa anche attraverso la capacità del sistema produttivo di adattarsi in modo mirato e coordinato ai cambiamenti climatici.