La polemica
Nel corso della Festa Provinciale dell’Unità, svoltasi ieri a Bussana, il Partito Democratico di Imperia ha acceso i riflettori sul biodigestore di Colli a Taggia, opera che continua a registrare ritardi e a generare malcontento tra amministratori e cittadini. Secondo il Pd, la vicenda non è più solo un problema tecnico ma una questione di scelte politiche e di responsabilità nella gestione dei rifiuti sul territorio.
Le criticità segnalate
I dem hanno elencato una serie di nodi che, a loro avviso, spiegano lo stallo dell’impianto. Tra gli elementi richiamati:
- ritardo temporale: l’opera risulta in ritardo di 13 anni rispetto ai piani originali;
- criticità economiche: la società affidataria del project financing, Waste Recycling (gruppo riconducibile a Massimo Ghilardi), avrebbe dichiarato di non disporre delle risorse necessarie per portare a termine i lavori nei tempi previsti;
- finanziamento PNRR revocato: il contributo ministeriale da 6,4 milioni di euro è stato annullato per il mancato rispetto dei criteri europei in materia ambientale, circostanza ora al centro di un’indagine della Procura Europea (EPPO).
“Lo stallo del biodigestore di Taggia ha un impatto molto pesante su questa provincia”
Nel comunicato diffuso dal Pd si sottolinea che i costi aggiuntivi per smaltire i rifiuti fuori provincia ricadranno inevitabilmente sulle bollette dei cittadini, con un aumento della TARI se non verranno trovate soluzioni alternative.
Le proposte e le divisioni sul modello di gestione
Il Partito Democratico ha ribadito la propria distanza dall’ipotesi di termovalorizzatore, già discussa in passato a livello regionale, e ha promosso invece un modello di gestione integrata che, a loro dire, sarebbe più efficace e meno oneroso per le famiglie. Alla base della critica c’è l’accusa che l’attuale fallimento sia frutto di una cattiva gestione e non di cause inevitabili.
Implicazioni per la provincia
La vicenda ha ricadute concrete sulla quotidianità degli abitanti della provincia di Imperia: oltre all’aumento dei costi per il conferimento dei rifiuti, permane l’incertezza su tempi e modalità per il trattamento dell’umido. L’apertura dell’indagine da parte della Procura Europea aggiunge uno elemento di complessità istituzionale che richiederà chiarimenti da parte degli enti locali e, se necessario, interventi correttivi da parte di Regione e Provincia.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Ritardo stimato | 13 anni |
| Finanziamento PNRR revocato | 6,4 milioni € |
Che cosa attendono i cittadini
I residenti chiedono risposte pratiche: tempi certi per il completamento dell’impianto o, in alternativa, indicazioni su soluzioni di raccolta e trattamento che limitino l’aumento della TARI. Dal versante istituzionale, la partita continuerà a svolgersi su più livelli: approfondimenti giudiziari sull’utilizzo dei fondi PNRR, verifiche sulla capacità economica della società concessionaria e possibili decisioni politiche su modelli alternativi di gestione.
Per ora rimane aperto il confronto tra chi punta a soluzioni diverse e chi richiama la necessità di completare l’opera prevista a Taggia. I prossimi passi saranno decisive per i bilanci comunali e provinciali e per le tasche dei cittadini.