Operazione della squadra mobile: misura cautelare eseguita nel carcere di Udine
La squadra mobile della Questura di Monza e Brianza ha dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Monza, su richiesta della Procura, nei confronti di un uomo ritenuto responsabile di una truffa ai danni di una coppia di anziani nel capoluogo brianzolo.
L'indagine, avviata lo scorso aprile, è partita dalla denuncia di una donna di 69 anni residente nel quartiere Triante. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima è stata contattata telefonicamente da un sedicente appartenente all'Arma che l'ha informata, tramite una telefonata costruita ad arte, che l'auto con la stessa targa del marito era rimasta coinvolta in una rapina. In quel frangente l'anziano è stato convinto a uscire di casa per recarsi in caserma, mentre alla donna venivano fatte ripetute chiamate sui due telefoni per impedirle qualsiasi verifica.
Pochi minuti dopo si sarebbe presentato all'abitazione un uomo che si è qualificato come carabiniere e, con la scusa di verificare l'eventuale provenienza dei gioielli custoditi in casa, si sarebbe fatto consegnare i preziosi. Il valore complessivo della refurtiva è stato quantificato in circa 40.000 euro.
Le impronte sulla cassaforte e i riscontri investigativi
Le indagini hanno portato a riscontri tecnici: impronte lasciate sulla cassaforte sono risultate compatibili con quelle dell'indagato. Il 35enne, originario della provincia di Salerno e con precedenti per reati contro il patrimonio e stupefacenti, si trovava già detenuto nel carcere di Udine in relazione a una truffa analoga per la quale era stato arrestato il 16 aprile. La nuova ordinanza cautelare è stata eseguita nel medesimo istituto penitenziario.
Modalità del raggiro e attenzione per gli anziani
La tecnica accertata dagli investigatori è quella della telefonata del falso carabiniere con l'aggiunta dell'alibi dell'auto coinvolta in una rapina, stratagemma volto a generare confusione e sollevare il senso di urgenza nelle vittime. Elementi ricorrenti dell'episodio:
- contatto telefonico al numero fisso e al cellulare per isolare la vittima;
- uso della qualifica di appartenente all'Arma per guadagnare credibilità;
- presentazione al domicilio con la richiesta di visionare o prelevare gioielli.
Le forze dell'ordine sottolineano l'importanza di non consegnare mai oggetti di valore a persone che si presentano spontaneamente presso le abitazioni e di verificare sempre l'identità delle forze dell'ordine attraverso i canali ufficiali prima di qualsiasi atto.
Dati essenziali dell'indagine
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Età dell'indagato | 35 anni |
| Valore dei valori sottratti | 40.000 euro |
| Luogo della vittima | Monza, quartiere Triante |
| Data dell'arresto precedente | 16 aprile (arresto per analoga truffa) |
La Procura di Monza ha coordinato gli approfondimenti che hanno portato alla richiesta e all'emissione della misura restrittiva. Il caso mette nuovamente in evidenza la vulnerabilità degli anziani di fronte a truffe telefoniche sempre più articolate.
Per i cittadini della provincia è raccomandato diffidare di richieste di consegna di denaro o oggetti di valore a persone che si presentano improvvisamente a domicilio e, in caso di dubbi, rivolgersi immediatamente alle forze dell'ordine.