La città richiama alla memoria una vicenda che non si è mai chiusa
La figura di Graziella Mansi, bambina di Andria morta il 19 agosto 2000 all'età di otto anni, è tornata al centro dell'attenzione locale in seguito a un post pubblicato dalla sindaca di Andria Giovanna Bruno. Il messaggio, che dà voce direttamente alla vittima con parole forti e drammatiche, ha riportato alla luce il ricordo di una ferita che la comunità pugliese non ha mai sanato.
La vicenda è nota per la sua brutalità: la bambina venne trovata nei pressi del Castel del Monte, nella pineta sotto il celebre monumento federiciano, con il corpo in parte carbonizzato su un letto di sterpaglie. L'autopsia rilevò lesioni indicative di una violenza sessuale prima dell'incendio. Sul caso indagarono le forze dell'ordine e tra i sospetti iniziali comparve il nome di Pasquale Tortora, indicato come frequentatore dell'area.
"Mi chiamo Graziella Mansi. Sono nata il 9 luglio 1992. Sono morta il 19 agosto 2000. Mi hanno torturato e ucciso."
Il contesto della tragedia e le ricostruzioni
Secondo le ricostruzioni degli eventi, la famiglia Mansi trascorreva i mesi estivi nei pressi del Castel del Monte, dove il nonno paterno, Vittorio Mansi, gestiva un banco di noccioline. La sera del 19 agosto la bambina si sarebbe allontanata per riempire una bottiglia a una fontanella poco distante: fu l'ultima volta che venne vista viva dal nonno. Dopo circa venti minuti, non vedendola tornare, i familiari avviarono ricerche che portarono al ritrovamento del corpo a tarda notte.
Impatto locale e questioni aperte
Il rilancio del ricordo da parte dell'amministrazione comunale riapre domande sul percorso investigativo e sulla memoria pubblica. Per gli abitanti di Andria la vicenda non è soltanto cronaca del passato: riguarda la percezione della sicurezza dei luoghi frequentati da famiglie e bambini e la necessità di tenere viva la memoria di una vittima innocente.
- Data dell'accaduto: 19 agosto 2000
- Età della vittima: 8 anni
- Luogo: pineta ai piedi del Castel del Monte, Andria
| Voce | Dato |
|---|---|
| Data di nascita | 9 luglio 1992 |
| Data di morte | 19 agosto 2000 |
| Persone citate | Vittorio Mansi (nonno), Vincenzo (padre), Pasquale Tortora (indagato tra i primi profili) |
Il post della sindaca, riproponendo parole che esprimono il dolore della bambina e la brutalità del fatto, ha ricevuto attenzione e reazioni nella città. Il richiamo pubblico contribuisce a tenere viva la memoria, ma solleva anche l'esigenza di chiarimenti procedurali e di risposte concrete da parte delle autorità competenti, quando e dove siano possibili.
Memoria e responsabilità collettiva
Per Andria la vicenda di Graziella resta un segno indelebile: oltre alla ricerca di giustizia, è importante la tutela della memoria e l'impegno delle istituzioni e della comunità nel non rimuovere eventi che hanno segnato famiglie e quartieri. La ricomposizione di quello che accadde ventisei anni fa passa tanto dalle carte giudiziarie quanto dalla capacità della città di ricordare, proteggere i più fragili e promuovere percorsi educativi e preventivi.
La riemersione pubblica della storia sollecita dunque un confronto sul passato e una riflessione su come la città intende preservare il ricordo della bambina, sostenere i suoi familiari e vigilare sui luoghi di aggregazione dei più piccoli.